
Le radici filosofiche e le dinamiche burocratiche che alimentano il pregiudizio delle istituzioni verso il lavoro autonomo
di Furio Ruggiero
09.02.2026
Abstract:
Attraverso un’analisi interdisciplinare che muove dalla filosofia aristotelica alla moderna critica della tecnocrazia economica, si evidenzia brevemente come l’attuale forma mentis dell’amministrazione pubblica sia il risultato di una stratificazione culturale che predilige la stabilità procedurale al rischio dell’iniziativa individuale.
I. L’Amministrazione come Scienza del Procedimento e il deficit di cultura tecnica
Come rilevato in più occasioni da Sabino Cassese, la Pubblica Amministrazione italiana è storicamente caratterizzata da una marcata egemonia del modello giuridico-formale. Questa impostazione, se da un lato ha garantito la continuità dello Stato attraverso il rigoroso rispetto della legalità procedurale, dall’altro ha generato un distacco dalla cosiddetta “cultura del risultato” e dai processi industriali.
Il giurista pubblico, formato per essere il custode della norma, si trova spesso ad operare in un sistema che privilegia la conformità dell’atto rispetto alla sua efficacia economica. In tale contesto, la Partita IVA — intesa come unità produttiva soggetta alla variabilità del mercato e al rischio sistemico — viene percepita come un elemento di difficile inquadramento. Il pregiudizio non nasce dunque da un’ostilità preconcetta del funzionario, ma da una lacuna formativa: la mancanza di una dialettica tra il diritto amministrativo e la realtà dei sistemi complessi, dove l’errore non è solo una violazione formale, ma un fallimento operativo.
II. Le radici classiche: Il disprezzo di Aristotele per la Chrematistike
Per comprendere la profondità di questa frattura, occorre risalire alla distinzione operata da Aristotele nella Politica tra oikonomia (l’amministrazione della casa, considerata “naturale”) e chrematistike (l’arte dello scambio e del profitto). La cultura classica, e successivamente quella umanista, hanno spesso guardato con sospetto a chi traeva ricchezza dal commercio o dalla prestazione d’opera, considerandola un’attività “innaturale” poiché slegata dalla rendita fondiaria o dalla produzione primaria.
Questa visione aristocratica della società ha lasciato una traccia indelebile nella gestione della res publica. L’amministratore moderno, erede di tale tradizione, tende a considerare il lavoro dipendente e la rendita come categorie “nobilitate” dalla stabilità, mentre il libero professionista e il commerciante rimangono confinati in una zona grigia di ambiguità morale e fiscale. Il “pregiudizio umanista” consiste nel ritenere l’amministrazione della cosa pubblica una funzione superiore, distaccata e quasi infastidita dalle necessità di chi opera nel mercato.
III. La tecnocrazia economica e la sfida per il giurista contemporaneo
Negli ultimi decenni, il ruolo del giurista è stato parzialmente oscurato dall’ascesa di una classe di economisti-tecnocrati, elevati a rango di “sacerdoti” della stabilità macroeconomica. In questo scenario, la politica spesso abdica al proprio ruolo di mediazione sociale per lasciare spazio a modelli matematici presentati come ineludibili.
Tuttavia, diversamente dalle scienze esatte, l’economia di governo agisce spesso attraverso una “flessibilità semantica”. Si pensi alla definizione statistica di “occupato” (chi lavora almeno un’ora a settimana), un parametro che soddisfa i modelli teorici ma che svuota di significato la realtà materiale del lavoro. Emblematico di questa stagione è il concetto di “distruzione della domanda interna tramite il consolidamento fiscale”, citato dall’allora Presidente del Consiglio Mario Monti in una celebre intervista alla CNN (2012): “We are actually destroying domestic demand through fiscal consolidation”.
In tale prospettiva, la Partita IVA non è più un soggetto di diritti, ma una variabile di aggiustamento. Il giurista moderno è dunque chiamato a una nuova responsabilità: non limitarsi a dare veste legale a diktat tecnocratici, ma recuperare il valore del diritto come strumento di protezione della dignità produttiva contro l’astrattezza dei numeri.
IV. L’Intelligenza Artificiale e la nuova Coscienza di Classe
Il compianto Emanuele Severino diceva che “la politica e l’economia sono i rami secchi che la tecnica sta per spezzare” — Il superamento di questa subalternità passa oggi attraverso la tecnologia. L’avvento dell’Intelligenza Artificiale rappresenta una rottura epistemologica: essa conferisce al singolo professionista una capacità di analisi e produzione che un tempo richiedeva apparati burocratici monumentali.
Se la PA soffre di “analfabetismo industriale”, la Partita IVA del XXI secolo si candida a diventare l’unità produttiva più avanzata del sistema. Questa consapevolezza deve essere il nucleo di una nuova “coscienza di classe”: non più un aggregato di atomi isolati e vessati, ma una rete di professionisti iper-tecnologici che detengono i nuovi mezzi di produzione cognitivi. La sfida non è più solo economica, ma identitaria.
Conclusioni
Il pregiudizio verso le Partite IVA è un residuo di un mondo che non esiste più. Per rinnovare il patto sociale, occorre che la cultura giuridica e amministrativa si integri con la cultura del rischio e del progetto. Solo attraverso il riconoscimento del valore sociale e industriale del lavoro autonomo — e la fine della sua considerazione come classe “inferiore” — sarà possibile affrontare le sfide di un’epoca in cui l’ingegno individuale, potenziato dalla tecnica, torna ad essere il vero motore della polis.
Bibliografia e Fonti di Riferimento
1. Filosofia Politica e Radici Classiche
- Aristotele, Politica, a cura di C.A. Viano, Laterza, Roma-Bari (In particolare per l’analisi del Libro I sulla distinzione tra economia e crematistica).
- Platone, La Repubblica, trad. di G. Pugliese Carratelli, Mondadori, Milano (Per il concetto di giustizia e la rigida tripartizione delle classi sociali).
- Polanyi, Karl, La grande trasformazione, Einaudi, Torino (Fondamentale per il concetto di “mercato autoregolato” e le resistenze sociali alle logiche economiche pure).
2. Diritto Amministrativo e Cultura delle Istituzioni
- Cassese, Sabino, L’amministrazione pubblica in Italia, Il Mulino, Bologna, 1994 (L’opera cardine sulla mancanza di cultura tecnica nella PA).
- Cassese, Sabino, La cultura amministrativa, Il Mulino, Bologna, 2011 (Sulla prevalenza del modello giuridico-formale).
- Giannini, Massimo Severo, Diritto Amministrativo, Giuffrè, Milano (Per il riferimento alla storicità dell’organizzazione burocratica italiana).
- Rossi, Giampaolo, Principi di diritto amministrativo. Organizzazione e attività, Giappichelli, Torino, 2021.
3. Epistemologia, Tecnica e Sistemi Complessi
- Luhmann, Niklas, Sistemi sociali. Fondamenti di una teoria generale, Il Mulino, Bologna (Per inquadrare la PA e le Partite IVA come sistemi con linguaggi non comunicanti).
- Wiener, Norbert, La cibernetica: Controllo e comunicazione nell’animale e nella macchina, Il Saggiatore, Milano (Per il parallelo tra controllo dei sistemi informatici e governo della società).
- Heidegger, Martin, La questione della tecnica, in Saggi e discorsi, Mursia, Milano (Per la riflessione sul dominio della tecnica sulla politica).
- Severino, Emanuele, Il destino della tecnica, Rizzoli, Milano, 1998 (Pag. 165 e succ.).
- Severino, Emanuele, La tendenza fondamentale del nostro tempo, Adelphi, Milano, 1988.
4. Critica della Tecnocrazia ed Economia Politica
- Bourdieu, Pierre, Controfuochi. Discorsi per servire alla resistenza contro l’invasione neoliberista, Donzelli, Roma (Per l’analisi della “nobiltà di Stato” contro il precariato e le partite IVA).
- Gallino, Luciano, La lotta di classe dopo la lotta di classe, Laterza, Roma-Bari (Fondamentale per il concetto di “coscienza di classe” in un mondo post-industriale).
- Stiglitz, Joseph E., Il prezzo della disuguaglianza. Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro, Einaudi, Torino.
5. Sitografia e Documenti Multimediali
- Monti, Mario, Intervista alla CNN (maggio 2012). Documento video reperibile su YouTube: Mario Monti: “We are actually destroying domestic demand…”.
- Cassese, Sabino, Lectio Magistralis: Come migliorare la Pubblica Amministrazione. Video-documento: Link YouTube.
- ISTAT, Rapporto Annuale sulla situazione del Paese, Sez. Occupazione e Lavoro (Per la critica metodologica alla definizione di “occupato”).





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