La scuola italiana forma persone incapaci di comprendere il proprio tempo

Un diciottenne che oggi conclude il proprio percorso in un liceo italiano, magari conseguendo il massimo dei voti all’esame di Stato, si ritrova a vivere una situazione profondamente paradossale. È in grado di tradurre una versione di Cicerone o di analizzare la complessa struttura metrica di un sonetto di Petrarca o le figure retoriche di Manzoni, ma si scopre del tutto analfabeta di fronte ai meccanismi fondamentali che governano la società attuale in cui vive.
Non solo non sa cosa sia un bollettino postale, come interpretare le voci di una busta paga, come funzioni il bilancio di una famiglia o cosa sia lo SPID, conoscenze fondamentali per la vita di tutti i giorni, ma ignora completamente che cosa sia lo spread dei tassi di interesse dei titoli di stato, come funzioni l’economia nel suo insieme (macroeconomia), non conosce i propri diritti e doveri costituzionali e non possiede le competenze per difendersi dalle sofisticate manipolazioni psicologiche dei social media.
E stiamo parlando degli studenti formati nei licei, che nelle intenzioni della politica dovrebbero diventare la futura élite dell’Italia.
Nelle altre scuole superiori, a taglio tecnico o professionale, le carenze di cultura generale sono ancora maggiori.

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Colonia Italia: 4. L’Italia che verrà colonizzata

L’articolo analizza la condizione socio-culturale dell’Italia nel 1945, descrivendo un Paese frammentato e prevalentemente agricolo che si affacciava alla modernità del dopoguerra. Attraverso dati statistici e riferimenti letterari, viene illustrata la profonda frattura tra il triangolo industriale del Nord e le realtà rurali del Mezzogiorno e delle province settentrionali. Le fonti evidenziano come l’identità italiana fosse all’epoca radicata in culture locali autonome e dialettali, spesso isolate dalle istituzioni statali e segnate da alti tassi di analfabetismo. Questa pluralità di tradizioni popolari viene presentata come una ricchezza fragile, destinata a essere travolta da una trasformazione antropologica e da una colonizzazione culturale esterna. In sintesi, il documento fotografa il punto di partenza di una nazione che, prima dell’omologazione dei consumi, era un mosaico di comunità chiuse e sistemi rituali antichi.

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Alexander Dugin e la scienza occidentale

In una recente riflessione, il filosofo Alexander Dugin ha evidenziato come l’intera modernità e la scienza sperimentale traggano le proprie origini dal nominalismo tardo-medievale, risalente a Duns Scoto e Guglielmo di Ockham, sostenendo tuttavia la tesi di una fondamentale incompatibilità tra questo approccio e il pensiero tradizionale (Dugin, 2026). Qui si intende analizzare tale asserzione da un punto di vista storico-scientifico. Attraverso l’esame del metodo empirico e delle scienze cognitive contemporanee, si intende mostrare come il nominalismo non rappresenti unicamente un passaggio di rottura speculativa, bensì una feconda infrastruttura metodologica che ha reso possibile la categorizzazione moderna della natura e la comprensione dei processi neurocognitivi umani.

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La scarsità economica è un falso problema?

Si analizza il paradosso della scarsità economica alla luce della tesi dell’«opulenza originaria» formulata da Marshall Sahlins. Attraverso un confronto critico tra l’antropologia economica sahliniana e le tesi di Friedrich A. Hayek, si sostiene che il cosiddetto «problema della conoscenza» non sia un dilemma tecnico inerente l’allocazione delle risorse, bensì il risultato di una configurazione politica che ha eretto strutture di controllo sovradimensionate. Si conclude proponendo una riflessione sulla necessità di disarticolare il nesso tra produzione infinita e benessere sociale.

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Manuale per il controllo dello Stato: VII Capitolo

Il potere, per sopravvivere e non collassare sotto il peso della pura coercizione fisica, deve trasformare la forza in autorità legittima. Il rito è il dispositivo tecnico che rende possibile questa trasmutazione. Esso è concepito sin dagli albori come uno dei più efficaci e potenti collanti sociali in forza del quale è possibile controllare qualsiasi gruppo di qualsiasi dimensione.

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In difesa della dignità postumana

Il transumanesimo è un movimento dai contorni poco definiti che si è sviluppato gradualmente negli ultimi due decenni e può essere visto come una derivazione dell’umanesimo secolare e dell’Illuminismo. Sostiene che l’attuale natura umana sia migliorabile attraverso l’uso della scienza applicata e di altri metodi razionali, che potrebbero rendere possibile aumentare la durata della vita in salute, estendere le nostre capacità intellettuali e fisiche e darci un maggiore controllo sui nostri stati mentali e umori. [1] Le tecnologie di interesse includono non solo quelle attuali, come l’ingegneria genetica e la tecnologia dell’informazione, ma anche gli sviluppi futuri previsti, come la realtà virtuale completamente immersiva, la nanotecnologia in fase di macchina e l’intelligenza artificiale.

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L’urgenza dell’interpretabilità

L’opacità dei sistemi di intelligenza artificiale fa sì che non vengano utilizzati in molte applicazioni, come quelle finanziarie ad alto rischio o in contesti critici per la sicurezza, perché non possiamo definire completamente i limiti del loro comportamento e anche un piccolo numero di errori potrebbe essere molto dannoso. Una maggiore interpretabilità potrebbe migliorare notevolmente la nostra capacità di stabilire dei limiti alla gamma di possibili errori. In effetti, per alcune applicazioni, il fatto di non poter vedere all’interno dei modelli rappresenta letteralmente un ostacolo legale alla loro adozione, ad esempio nelle valutazioni dei mutui, dove le decisioni devono essere legalmente comprensibili. Allo stesso modo, l’IA ha fatto grandi progressi in campo scientifico, tra cui il miglioramento della previsione dei dati di sequenza del DNA e delle proteine, ma i modelli e le strutture previsti in questo modo sono spesso difficili da comprendere per gli esseri umani e non forniscono informazioni biologiche. Alcuni studi pubblicati negli ultimi mesi hanno chiarito che l’interpretabilità può aiutarci a comprendere questi modelli.

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Manuale per il controllo dello stato: V Capitolo

Durante il rito di elevazione al  30° grado di “Cavaliere Kadosh” della Massoneria, il  candidato viene posto di fronte a tre teschi umani. Il primo teschio indossa una corona regale, a simboleggiare il dispotismo politico e la tirannia temporale. Il secondo teschio indossa una tiara papale, a simboleggiare il dogmatismo, l’intolleranza e l’oppressione religiosa. Il terzo teschio è spoglio o cinto di alloro, a simboleggiare l’innocenza oppressa e il libero pensiero. Al candidato viene richiesto di impugnare un pugnale e di abbattere fisicamente o trafiggere le due corone (spesso buttandole a terra o calpestandole). Questa è un’azione allegorica: è la dimostrazione del rifiuto assoluto di ogni forma di assolutismo che incatena l’umanità. Successivamente, rende onore al terzo teschio quello che rappresenta simbolicamente il Gran Maestro dell’ordine dei Templari Jacques de Molay, arso vivo a Parigi nel 1314. 

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Manuale per il controllo dello stato: IV Capitolo

Tra il III e il VI secolo d.C., il bacino del Mediterraneo subisce un trauma sistemico: l’Impero Romano d’occidente collassa istituzionalmente e il Cristianesimo ortodosso conquista definitivamente lo spazio pubblico, diventando religione di Stato. In questa fase recessiva per i “matematici” si gettano le basi ancora oggi adottate da ogni moderna società segreta. Vengono introdotte l’ideologia ermetica, la giustificazione del Rito e le parole di passo.

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IA: Macchine di Amorevole Grazia

Penso e parlo spesso dei rischi legati a un’intelligenza artificiale potente. L’azienda di cui sono CEO, Anthropic, si dedica a numerose ricerche su come ridurre questi rischi. Per questo motivo, a volte le persone giungono alla conclusione che io sia un pessimista o un “catastrofista” convinto che l’IA sarà per lo più negativa o pericolosa. Non la penso affatto così. Anzi, uno dei motivi principali per cui mi concentro sui rischi è che rappresentano l’unico ostacolo tra noi e quello che io vedo come un futuro fondamentalmente positivo. Credo che la maggior parte delle persone sottovaluti la portata dei potenziali benefici dell’IA , così come credo che sottovaluti la gravità dei rischi.

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