Tether: una interpretazione della Psicostoria

Questa è una storia che non si limita a predire il futuro, riconosce il presente. In questo preciso momento 700 milioni di persone vivono con energia elettrica intermittente: sono già nell’oscurità. Famiglie che hanno sfamato intere comunità per generazioni vengono scartate da un giorno all’altro perché il sistema ha stabilito che non sono più economicamente sostenibili. E in una delle democrazie più antiche della Terra, le persone vengono arrestate non per violenza, ma per delle parole, per un meme.

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Polonia: l’indipendenza della banca centrale come scudo contro il Parlamento?

In Polonia, nell’autunno del 2026, lo scontro tra il governo Tusk e il Governatore della Banca Nazionale di Polonia, Adam Glapiński, ha smesso di essere una disputa procedurale. È diventato un conflitto aperto sul controllo dell’istituzione che detiene le chiavi della moneta e dei pagamenti. Il caso mostra, in forma acuta, cosa accade quando l’indipendenza della banca centrale viene usata non per proteggere la stabilità dei prezzi, ma per mettere al riparo una linea politica dalle conseguenze di un cambio elettorale.

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Specchi: 2.Perché il Capitalismo non nacque in Russia

L’articolo fonti esamina le radici culturali e teologiche che spiegano perché il capitalismo non sia sorto in Russia, confrontando la visione ortodossa locale con quella protestante occidentale descritta da Max Weber. Mentre l’Occidente ha sviluppato una figura di santo legata al lavoro metodico e all’accumulazione, la Russia ha storicamente celebrato il folle in Cristo, un modello ascetico fondato sullo svuotamento e sul rifiuto dei beni materiali. Questa dinamica spirituale ha reso la ricchezza un concetto associato al peccato oppure amministrato esclusivamente da grandi istituzioni collettive come la Chiesa e lo Stato. Di conseguenza, l’accumulazione personale è rimasta priva di quel linguaggio sacro indispensabile allo sviluppo della mentalità capitalista. I testi fanno parte di un progetto più ampio che analizza il rapporto tra cosmologia religiosa e mercati in diverse civiltà mondiali.

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BCE e Bankitalia, il governo sopra lo Stato

La banca centrale non vota in Parlamento, non nomina ministri, non risponde al popolo. Eppure dispone di strumenti operativi che possono rendere impraticabile qualsiasi scelta di governo che contrasti con i suoi vincoli. Questi strumenti non agiscono con proclami politici, ma attraverso l’infrastruttura stessa della moneta: il regolamento dei pagamenti, l’accesso alle riserve, i collaterali ammessi, il mercato dei titoli di Stato, la tesoreria pubblica e i saldi interbancari.

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Quattro modelli di Futuro

Di una cosa possiamo essere certi: il capitalismo finirà. Forse non presto, ma probabilmente non tra molto tempo; l’umanità non è mai riuscita prima d’ora a plasmare un sistema sociale eterno, dopotutto, e il capitalismo è un ordine notevolmente più precario e volatile della maggior parte di quelli che lo hanno preceduto. La questione, dunque, è cosa verrà dopo. Rosa Luxemburg, reagendo agli inizi della Prima Guerra Mondiale, citò una frase di Engels: «La società borghese si trova a un bivio: o passaggio al socialismo o regressione nella barbarie». Con questo spirito propongo un esperimento mentale, un tentativo di dare un senso ai nostri possibili futuri. Questi sono alcuni dei socialismi che potremmo raggiungere se una Sinistra rinascente avrà successo, e le barbarie a cui potremmo essere consegnati se falliamo.

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L’Autodeterminazione come fatto giuridico

Si presenta la complessa architettura giuridica, economica e istituzionale sviluppata dal SIPSE, dal Popolo Veneto e dal CLNI per trasformare l’autodeterminazione popolare da principio teorico in realtà operativa. Attraverso la creazione di enti paralleli come una corte internazionale dedicata, un’organizzazione di standardizzazione valutaria e fondi monetari specifici, queste realtà mirano a contrastare quello che definiscono un neocolonialismo finanziario imposto dalle istituzioni tradizionali. Vengono inoltre illustrate le numerose azioni legali e denunce formali presentate presso le più alte corti internazionali e nazionali, inclusi la Corte Penale Internazionale e la Corte Costituzionale Federale Tedesca. Un pilastro fondamentale di questa strategia consiste nell’utilizzo della tecnologia blockchain e di registri open-data per garantire trasparenza, notarizzare gli atti e conferire validità giuridica ai codici valuta e ai titoli di proprietà intellettuale emessi. Infine, l’iniziativa promuove il coinvolgimento di altri movimenti indipendentisti europei per costruire una rete transnazionale basata sulla sovranità economica e monetaria svincolata dai vincoli statali ed europei esistenti.

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Da Dio al Mercato: 19. Paolo assemblò l’anima del Capitalismo

Il testo analizza come il pensiero di Paolo di Tarso abbia unito elementi sparsi del mondo antico, come il soggetto universale romano, la cosmopolis stoica e la concezione ebraica del debito, in un’unica struttura teologica. Questa sintesi si fonda su cinque pilastri chiave: una colpa universale, una redenzione accessibile individualmente tramite la fede, un tempo urgente orientato verso una fine lineare, un universalismo senza confini e una rete di comunità transnazionali. A questi si aggiunge un sesto elemento fondamentale, ovvero lo spostamento all’infinito del reset temporale rispetto alle scadenze periodiche della tradizione ebraica originale. Tale impostazione ricorda la riflessione di Walter Benjamin sul capitalismo come culto perpetuo che genera incessante colpa senza offrire vera redenzione. Pur non creando un sistema economico, Paolo ha dunque fornito una grammatica cosmologica di fondo che secoli dopo avrebbe potuto influenzare lo sviluppo della moderna economia.

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Dallo “Stato di diritto” allo “Stato di fatto”

Anche se per la maggior parte dei lettori può apparire una novità, le istituzioni politiche che oggi definiamo democrazie occidentali poggiano su fondamenta teoriche silenziose ma pervasive, edificate alla fine del 1600. Quando osserviamo la struttura di uno Stato moderno, la separazione dei poteri o la tutela costituzionale dei diritti individuali, stiamo di fatto abitando una casa progettata da John Locke.

Nei suoi Due trattati sul governo (1689), il filosofo inglese formalizzò un principio destinato a plasmare la modernità: a differenza di quanto sostenuto dai teorici dell’assolutismo regio, gli individui nascono in uno stato di uguaglianza e libertà naturale, e il potere politico deriva esclusivamente dal consenso dei governati. Per Locke, lo Stato nasce da un contratto sociale con l’unico scopo di garantire, attraverso un giudice imparziale e leggi certe, ciò che preesiste ad esso: la vita, la libertà e, soprattutto, la proprietà.

Questo paradigma giusnaturalista e liberale ha retto per oltre tre secoli, confluendo nelle Costituzioni del Secondo Dopoguerra, largamente ispirate da vecchi principi massonici. Tuttavia, l’attuale fase storica manifesta una sfasatura profonda e ormai insanabile tra l’impianto teorico delle nostre carte fondamentali e la realtà materiale della governance globale. Due fattori concomitanti hanno di fatto superato l’efficacia del modello lockiano: da un lato, la mutazione antropologico-culturale della cittadinanza; dall’altro, l’avvento di un tecnocapitalismo pervasivo le cui logiche procedono a una velocità e con modalità del tutto estranee al diritto scritto.

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Scenari Post-Capitalisti

L’affermazione dell’economia automatizzata gestita da infrastrutture algoritmiche rappresenta una frattura sistemica senza precedenti nella storia dei rapporti di produzione. Nel corso della modernità industriale, la riproduzione del capitale è rimasta vincolata alla necessità di erogare salario alla forza lavoro umana, garantendo un’interdipendenza strutturale tra l’accumulazione di ricchezza e l’impiego demografico delle masse. La transizione verso architetture di calcolo proprietarie e sistemi intelligenti ad alta efficienza dissolve questa correlazione storica: la produzione di valore non richiede più, nei processi primari, la mediazione strutturale del lavoro umano.

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