Da Dio al Mercato: 4. Il banchetto e il contratto

L’articolo contrappone l’antica logica omerica del dono (xenia) a quella del contratto capitalistico moderno. Nel mondo antico, doni e ricchezze non erano capitale da accumulare, ma strumenti per tessere alleanze, memorie e legami duraturi. Il mercato odierno, al contrario, si basa su transazioni anonime che si esauriscono con lo scambio, garantendo libertà dagli obblighi personali ma svuotando gli oggetti della loro storia. Pur non idealizzando il passato, l’autore conclude che una società dominata unicamente dai contratti e priva della logica del dono risulta efficientissima ma intrinsecamente fragile, poiché incapace di generare appartenenza.

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Perchè i banchieri non vogliono l’Euro Digitale

L’attuale sistema economico poggia su una colossale illusione ottica: la sovrapposizione tra la moneta a corso legale e la moneta bancaria privata. Quest’ultima, creata dal nulla attraverso la scrittura contabile dei prestiti, ha assunto un potere tale da imporsi arbitrariamente come unico strumento di sopravvivenza sociale. Tuttavia, un sistema basato su “promesse di pagamento” di istituti privati non dovrebbe mai avere lo status di moneta a corso legale, specialmente quando queste istituzioni usano tale potere per operare una censura politica e sociale senza precedenti.

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Da Dio al Mercato: 3. Achille, kleos e Capitalismo

di Alessandro Freddi (segue: 2. La parola libertà) Un’offerta impossibile C’è un momento nell’Iliade che dovrebbe far fermare qualsiasi economista. È notte. L’esercito greco sta perdendo. Agamennone, disperato di porre fine alla faida con Achille (il più grande guerriero in campo), manda tre ambasciatori con un’offerta di generosità smisurata: sette tripodi d’oro, dieci talenti d’oro, […]

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Dalla moneta d’occupazione al debito pubblico

L’articolo ricostruisce come le AM-Lire, la moneta d’occupazione stampata dagli Alleati tra il 1943 e il 1945, siano state successivamente trasformate in debito pubblico italiano attraverso la Legge del 1952. Gli autori evidenziano un trucco contabile che permise agli Stati Uniti di registrare questa moneta come “entrata di cassa”, finanziando le proprie spese militari a costo zero e scaricando il peso economico sull’Italia attraverso l’inflazione. Il saggio analizza criticamente anche la figura di Luigi Einaudi: pur avendo salvato la lira nel 1947, accettò la conversione in debito senza rivendicare rimborsi esteri, piegandosi alle dinamiche della sovranità limitata del dopoguerra. Il testo si conclude proponendo una commissione d’inchiesta per fare trasparenza su questa porzione di “debito odioso” che grava ancora oggi sui contribuenti.

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l’Italia Non Può Vincere la Sfida Tecnologica con le Regole Attuali

Di fronte alla convergenza di crisi sistemiche, dal Medio Oriente alla transizione tecnologica, l’architettura europea scricchiola. È possibile per l’Italia ritagliarsi una strategia sovrana senza far crollare il sistema? Viviamo una convergenza storica di crisi che gli analisti geopolitici definiscono “tempesta perfetta”. Ci troviamo nel mezzo della turbolenta transizione verso un nuovo ciclo economico di […]

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I fondamenti teorici del neoliberismo

La Teoria dell’Equilibrio Generale (TEG), che domina la gran parte del pensiero economico, pur mancando totalmente di realismo affascina per la sua bellezza matematica. Basata sulla descrizione di un mondo immaginario, è vista comunque da molti come una guida per comprendere la realtà. Mitiga il complesso di inferiorità che le scienze economiche hanno sempre nutrito vrso la fisica pretendendo uno status di incontestabilità che a tuttoggi le viene ingiustamente riconosciuto.

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