Perché tassare NON è necessario

Questo articolo esplora una proposta rivoluzionaria, che sfida il paradigma tradizionale e propone un modello alternativo: il Quantitative Balancing (QB). Un sistema in cui l’emissione monetaria è vincolata a investimenti produttivi (α ≥ 0.80) e le tasse dirette vengono abolite, perché sono un costo che si riversa sui prezzi, alimentando così l’inflazione invece di contrastarla.

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Da Dio al Mercato: 16. Gli Stoici inventarono l’umanità

Il testo analizza come la filosofia stoica abbia introdotto il concetto rivoluzionario di umanità universale, definendo ogni individuo come cittadino di una comunità mondiale retta dalla ragione. Nonostante questa visione anticipasse l’uguaglianza sociale, l’autore evidenzia le differenze strutturali rispetto al Cristianesimo, sottolineando la mancanza di una dimensione escatologica e di un’istituzione organizzata nello stoicismo. La narrazione illustra come l’unione tra il diritto di Roma, la logica greca e la tradizione profetica ebraica abbia gettato le basi per una nuova morale globale. Le infrastrutture romane sono descritte come il veicolo materiale indispensabile che permise a queste idee divergenti di incontrarsi e fondersi. In definitiva, la fonte descrive il passaggio cruciale da una fratellanza filosofica a un sistema di pensiero capace di influenzare l’intera economia e cultura dell’Occidente.

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Dove sta andando il mondo?

Con l’interruzione, o forse potremmo dire sospensione, del modello di “Nuovo Ordine Mondiale” che veniva proposto dalle élite dominanti sin dagli anni ’70, il panorama politico globale attraversa una fase di profonda transizione, segnata dalla crisi dell’ordine internazionale e dalla coesistenza di spinte innovative e modelli di forte chiusura autoritaria. L’evoluzione dei sistemi di governance a livello planetario non si limita più a una semplice contrapposizione binaria tra democrazia e dittatura, ma si articola in una pluralità di modelli ibridi e visioni ideologiche profondamente radicate nelle trasformazioni tecnologiche ed economiche.

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Da NoVax a NoTax il passo è breve

La nascita e la ricomposizione delle nuove forze del dissenso offrono un’opportunità irripetibile: evolvere dalla sola protesta sui diritti individuali e sanitari verso una vera e propria proposta di governo economico-monetaria. Per passare dalla contestazione alla costruzione di un Paese prospero, occorre affrontare il cuore della finanza pubblica.Ogni volta che si discute di una drastica riduzione della pressione fiscale, la reazione del dibattito pubblico è sempre la stessa: “E poi come si pagano ospedali, scuole e polizia?”. La domanda nasce da un equivoco reale sulla natura della moneta a corso legale. In uno Stato contemporaneo dotato di piena sovranità monetaria, la tassazione non serve a “raccogliere i soldi” che lo Stato spende: serve a ritirare moneta dalla circolazione per controllare l’inflazione e creare domanda per la valuta nazionale.

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Da Dio al Mercato: 15. Un contribuente, non un’anima

Il testo analizza la figura del soggetto giuridico nell’antica Roma, evidenziando come la Constitutio Antoniniana di Caracalla abbia trasformato milioni di individui in cittadini per finalità prettamente fiscali. L’autore spiega che il diritto romano riuscì a creare l’obligatio, un vincolo contrattuale tecnico e universale capace di legare chiunque, superando le barriere etnico-religiose della tradizione biblica. Tuttavia, a questa modernità giuridica mancava una dimensione spirituale o morale: il debitore romano era un mero contribuente e non un’anima gravata da una colpa cosmica. Mancava inoltre un sistema di azzeramento periodico del debito, come il Giubileo ebraico, portando a disuguaglianze sociali insanabili che nemmeno le riforme dei Gracchi riuscirono a risolvere. In ultima analisi, la fonte suggerisce che solo con l’avvento del Cristianesimo il vuoto del diritto romano verrà colmato, introducendo il concetto di un debito universale verso Dio.

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Da Dio al Mercato: 14. L’uomo che cancellò i debiti una sola volta

Il testo esamina l’evoluzione storica della cancellazione del debito, confrontando le pratiche delle civiltà mesopotamiche con quelle del mondo greco-romano. Mentre i sovrani di Sumer e Babilonia azzeravano periodicamente le pendenze per mantenere l’ordine sociale, l’intervento di Solone ad Atene fu un evento unico e irripetibile che non divenne mai una consuetudine istituzionale. In assenza di un sistema di reset periodico, le società greca e romana affrontarono gravi crisi strutturali, esemplificate dal fallimento della riforma agraria dei Gracchi a Roma. La narrazione evidenzia come la mancanza di una scadenza istituzionale per i debiti portasse inevitabilmente alla frammentazione del tessuto sociale e alla perdita della libertà individuale. Infine, l’autore suggerisce che solo con la tradizione biblica del Giubileo si passerà da rimedi occasionali a una visione del debito come questione etica e universale.

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Anatomia dell’Euro Digitale

L’evoluzione dei sistemi di pagamento nell’Eurozona si trova davanti a un bivio strutturale. Il dibattito pubblico tende a confondere la digitalizzazione dei processi di regolamento con l’emissione di una nuova forma di moneta. Tuttavia, dal punto di vista della scienza bancaria e della teoria economica, la distinzione tra la moneta elettronica emessa dalle banche commerciali, attualmente in uso, e il nascente Euro Digitale (la Central Bank Digital Currency, o CBDC, dell’Eurosistema) non è una sfumatura tecnologica, ma una differenza radicale di natura giuridica, di bilancio e di rischio controparte.

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La mia Patria si chiama multinazionale

Il processo di integrazione europea, e da lì il più vasto processo di integrazione mondiale rappresentato dal nascente, attualmente sospeso, Nuovo Ordine Mondiale, ha storicamente richiesto la formazione di classi dirigenti nuove. Negli anni ’70, l’establishment italiano era ancora costituito da personalità formatesi in epoca fascista e profondamente legate al trinomio ‘Dio, Patria e Famiglia’. Divenne dunque imperativo plasmare le nuove generazioni: quelle che avrebbero dovuto gestire e metabolizzare il processo storico culminato con la caduta del Muro di Berlino, la conseguente evaporazione della Prima Repubblica italiana e l’instaurarsi di una compagine capace di mettere in pratica il Piano di rinascita democratica ideato dalla loggia massonica ‘Propaganda Due’ (P2).

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Capitalismo e limite

Quattro tradizioni di pensiero che non si sono mai lette a vicenda — teologia politica, fisica applicata all’economia, teoria economica interna, storia del mercato — convergono indipendentemente su un’osservazione: il capitalismo, guardato da prospettive che non hanno nulla in comune, sembra non possedere un principio interno di arresto.
Schmitt, Benjamin, Agamben e Bataille lo leggono come assenza di un freno teologico-rituale. Georgescu-Roegen lo misura contro un limite fisico non negoziabile, quello dell’entropia. Schumpeter, Hirsch, Bell e Röpke ne osservano il limite interno: un sistema che cresce consumando le proprie condizioni di possibilità. Polanyi documenta il contromovimento storico — la società che, quando il mercato minaccia il proprio tessuto, reagisce imponendo limiti dal basso.
L’articolo non prende posizione su quale di queste letture abbia ragione, né sostiene una tesi. Mette in fila le quattro osservazioni e chiede: cosa significa che discipline così distanti abbiano isolato lo stesso problema, indipendentemente l’una dall’altra?

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