La fine del capitalismo moderno

Stiamo entrando in un’era in cui l’intelligenza artificiale sostituirà tutti i lavori. L’arbitraggio del lavoro, il meccanismo che il capitalista usa per arricchirsi, è destinato a scomparire. Di conseguenza, la regola fondamentale del capitalismo crollerà, poiché le persone non avranno più un’occupazione né la possibilità di guadagnare. Senza un reddito, mancherà il potere d’acquisto necessario per ripagare eventuali debiti. Per questo motivo, nei prossimi 10-12 anni, il mondo diventerà un luogo profondamente estraneo.

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Colonia Italia: 9. L’uomo di Radio Bari

Nel secondo dopoguerra, la Gran Bretagna ha sistematicamente utilizzato la diplomazia culturale e il controllo dell’informazione per orientare la politica italiana e arginare l’influenza comunista. Attraverso strumenti come il British Council, la gestione di emittenti radiofoniche e la penetrazione in testate giornalistiche cruciali come l’ANSA e la RAI, Londra ha esercitato un’influenza indiretta ma determinante. Figure chiave legate agli apparati di propaganda alleata si sono inserite stabilmente nei gangli vitali delle istituzioni mediatiche e intellettuali della penisola. Sebbene il modello istituzionale del British Council sia sopravvissuto fino a oggi, le dinamiche di controllo sull’informazione si sono profondamente trasformate. Questo complesso intreccio dimostra come la proiezione di potenza politica e strategica sia stata perseguita efficacemente attraverso canali apparentemente neutrali come la cultura e la stampa.

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Il capolinea del “Lavoro inutile”

Sotto il peso di un’iper-regolamentazione costante, il terziario contemporaneo si è trasformato in quello che potremmo definire un’immensa “buca keynesiana”. Come teorizzava John Maynard Keynes nella Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta (1936), in tempi di crisi un governo potrebbe teoricamente pagare le persone per scavare buche di giorno e riempirle di notte, pur di mantenere l’occupazione e stimolare i consumi. L’economia moderna ha sublimato questo paradosso: non scaviamo più buche fisiche, ma compiliamo infiniti moduli di compliance, generiamo rendiconti finanziari ridondanti, partecipiamo a riunioni di allineamento su altre riunioni e gestiamo cavilli HR che non aggiungono un grammo di valore reale alla società.

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IA: da oggi si chiama Super intelligenza

Al termine di un pranzo di lavoro con i vertici dell’industria tecnologica, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone a ogni agenzia federale di non scrivere più “intelligenza artificiale” ma “super intelligenza”.

La ragione offerta è quasi filosofica: l’aggettivo “artificiale” farebbe sembrare finto ciò che finto non è. Chi ha letto Aristotele sa che dare il nome alle cose non è mai un gesto innocente, e chi ha letto Orwell sa che cambiarlo per decreto lo è ancora meno.

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Colonia Italia: 8. Il Congresso per la Libertà della Cultura

Il testo analizza il Congresso per la Libertà della Cultura, un’iniziativa intellettuale nata nel 1950 come sofisticato strumento di diplomazia culturale durante la Guerra Fredda. Nonostante si presentasse come una rete indipendente di intellettuali, l’organizzazione riceveva finanziamenti occulti dalla CIA e dal governo britannico attraverso fondazioni di facciata. In Italia, l’esperienza fu segnata inizialmente da sospetti e fallimenti, per poi culminare nella nascita della prestigiosa rivista Tempo Presente e nella conferenza di Milano del 1955. Il caso di Adriano Olivetti, che utilizzò questa tribuna per muovere critiche autentiche alla società italiana, evidenzia la complessa zona grigia tra manipolazione geopolitica e reale libertà espressiva. In ultima analisi, la fonte riflette su come il modello della filantropia mascherata influenzi ancora oggi la produzione culturale e l’indipendenza editoriale dei think tank moderni.

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Il capitalismo vive di bolle e l’IA non è tra queste

Nell’immaginario collettivo e nella cronaca economica mainstream, la “bolla finanziaria” viene spesso dipinta come un’anomalia, un errore di sistema o il frutto dell’irrazionalità di investitori accecati dall’avidità. Tuttavia, osservando la storia recente, dalla dot-com del 2000 alla crisi dei subprime del 2008, emerge una realtà differente. Come suggerito dalla accurata analisi di  Enea Franza [1], le bolle non sono incidenti di percorso, ma fenomeni sistemici profondamente legati a dinamiche di manipolazione comportamentale e tecno-controllo. Esse rappresentano il respiro artificiale di un organismo che, altrimenti, faticherebbe a trovare l’ossigeno necessario per la propria crescita.

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IA: Come il governo degli Stati Uniti dovrebbe rispondere

L’apocalisse dell’IA è una sciocchezza. L’IA in sé, tuttavia, non lo è.

Ad un livello generale, il governo degli Stati Uniti (USG) dovrebbe rispondere all’IA abbandonando la sua finta e insensata ideologia da gioco di ruolo (LARP) del XVIII secolo con cappello e moschetto e tutte le scartoffie che ne conseguono, decidendo che oggi è il primo giorno del resto della sua vita e assumendo un buon re. Se questo compito ci sembra troppo arduo, non saprei. Provare con un’agenzia di ricerca per CEO?

Poiché, a causa delle molte trappole e insidie di Satana, questo non sta per accadere, limitiamoci a descrivere come un CEO nazionale risponderebbe alla crisi dell’IA (perché è una crisi!) in questo momento.

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