Da Dio al Mercato: 3. Achille, kleos e Capitalismo

di Alessandro Freddi (segue: 2. La parola libertà) Un’offerta impossibile C’è un momento nell’Iliade che dovrebbe far fermare qualsiasi economista. È notte. L’esercito greco sta perdendo. Agamennone, disperato di porre fine alla faida con Achille (il più grande guerriero in campo), manda tre ambasciatori con un’offerta di generosità smisurata: sette tripodi d’oro, dieci talenti d’oro, […]

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Diario di Cuba #3

El “virus”.Da quando sono qui, cioè da una decina d’anni, e fino alla scorsa estate, si sentiva parlare solo di due malattie tropicali, il dengue e lo zika, trasmesse entrambe  dalla zanzara aedes aegypti. L’anno scorso, alla fine della stagione delle tormente (maggio-ottobre), oltre alle solite zanzare, c’è stato un inusuale boom di jejénes, minuscoli […]

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Geopolitica e geografia sacra

Al Nord ricco si opporrà non il “Sud povero”, bensì il “Nord povero”. Il Nord povero è l’ideale sacro del ritorno alle fonti nordiche della civiltà. Tale Nord è “povero” perché si fonda sull’ascetismo totale, sulla devozione radicale ai valori più elevati della Tradizione, sull’odio totale verso il materiale a favore dello spirituale. Il “Nord povero” esiste (in senso geografico) in Russia, che, essendo sostanzialmente il “Secondo Mondo”, ha resistito sociopoliticamente all’adozione della civiltà globalista nelle sue forme più “progressive” fino al momento presente.

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Perchè i banchieri non vogliono l’Euro Digitale

L’attuale sistema economico poggia su una colossale illusione ottica: la sovrapposizione tra la moneta a corso legale e la moneta bancaria privata. Quest’ultima, creata dal nulla attraverso la scrittura contabile dei prestiti, ha assunto un potere tale da imporsi arbitrariamente come unico strumento di sopravvivenza sociale. Tuttavia, un sistema basato su “promesse di pagamento” di istituti privati non dovrebbe mai avere lo status di moneta a corso legale, specialmente quando queste istituzioni usano tale potere per operare una censura politica e sociale senza precedenti.

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Dalla moneta d’occupazione al debito pubblico

L’articolo ricostruisce come le AM-Lire, la moneta d’occupazione stampata dagli Alleati tra il 1943 e il 1945, siano state successivamente trasformate in debito pubblico italiano attraverso la Legge del 1952. Gli autori evidenziano un trucco contabile che permise agli Stati Uniti di registrare questa moneta come “entrata di cassa”, finanziando le proprie spese militari a costo zero e scaricando il peso economico sull’Italia attraverso l’inflazione. Il saggio analizza criticamente anche la figura di Luigi Einaudi: pur avendo salvato la lira nel 1947, accettò la conversione in debito senza rivendicare rimborsi esteri, piegandosi alle dinamiche della sovranità limitata del dopoguerra. Il testo si conclude proponendo una commissione d’inchiesta per fare trasparenza su questa porzione di “debito odioso” che grava ancora oggi sui contribuenti.

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