Scenari Post-Capitalisti

L’affermazione dell’economia automatizzata gestita da infrastrutture algoritmiche rappresenta una frattura sistemica senza precedenti nella storia dei rapporti di produzione. Nel corso della modernità industriale, la riproduzione del capitale è rimasta vincolata alla necessità di erogare salario alla forza lavoro umana, garantendo un’interdipendenza strutturale tra l’accumulazione di ricchezza e l’impiego demografico delle masse. La transizione verso architetture di calcolo proprietarie e sistemi intelligenti ad alta efficienza dissolve questa correlazione storica: la produzione di valore non richiede più, nei processi primari, la mediazione strutturale del lavoro umano.

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Cessione della sovranità monetaria e controlimiti

Il presente lavoro esamina la legittimità costituzionale della cessione della sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea alla luce dell’art. 11 della Costituzione italiana. La tesi centrale è che la Corte Costituzionale non abbia mai sottoposto tale cessione a una verifica effettiva dei controlimiti, dando per scontata la copertura dell’art. 11 senza accertare se la moneta unica persegua le finalità di «pace e giustizia fra le Nazioni» che la norma pone come condizione.

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Da “rozze menti volgari” ad analfabeti funzionali

Nella retorica delle decadenti democrazie costituzionali, il popolo viene proclamato titolare esclusivo della sovranità. Tuttavia, la storia del pensiero giuridico e delle istituzioni penali rivela una frattura strutturale tra la finzione del “popolo sovrano” e la realtà del “popolo suddito”, costantemente rappresentato e trattato dalle élite al potere come una massa irrazionale, un gregge da disciplinare o una mandria da governare.

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La filosofia politica del Bitcoin

Il Bitcoin non è semplicemente un’innovazione finanziaria o un pezzo di brillante ingegneria informatica; è una radicale rottura epistemologica e politica con la tradizione hobbesiana e schmittiana. La filosofia politica e giurisprudenziale occidentale è rimasta intrappolata all’interno di un assioma inflessibile: “L’autorità, non la verità, fa la legge”.
In questo paradigma, la legittimità della norma e del potere giace interamente nella capacità del sovrano di imporre la propria volontà. La verità oggettiva, la giustizia o il consenso individuale sono secondari; ciò che conta è l’istituzione che detiene il monopolio della forza e la facoltà di far rispettare i patti tramite la coercizione.

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Diritto internazionale: tutti ne parlano e nessuno lo applica. (Ma poi esiste veramente?)

Il diritto naturale è l’unica fonte. Chi nega il diritto naturale entro i propri confini non può generare il diritto internazionale fuori dai confini.
Ricordiamoci della Francia rivoluzionaria o del Piemonte risorgimentale: violatori del diritto naturale all’interno, violatori del diritto internazionale.
Purtroppo oggi esistono troppe ideologie che niente sanno di diritto naturale.
Prendete la triade che combatte oggi in Medio Oriente: Iran, Israele, USA in ordine alfabetico. Islamismo, sionismo, liberismo: tre ideologie che non conoscono il diritto naturale. Senza dimenticare il comunismo, oggi quieto sul fronte bellico.
Temo che dovremo rassegnarci.
Dovremo accontentarci di un diritto internazionale pattizio e accettare il fatto che il mondo politico attuale non ha gli elementi non dico per realizzare, ma nemmeno per concepire un diritto internazionale.
Il diritto internazionale è oggi semplicemente il diritto del più forte.
Almeno la Knesset in Israele ha avuto il pregio della chiarezza.

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L’Intelligenza Artificiale come Nuova Burocrazia

Il concetto di Intelligenza Artificiale (IA) intesa come forma di burocrazia è un’idea affascinante e sempre più centrale nel dibattito contemporaneo. Quando pensatori come Yuval Noah Harari analizzano l’IA in questi termini, si riferiscono alla sua rapida evoluzione in una forza regolatrice e organizzativa, capace di prendere decisioni un tempo riservate alla complessa macchina della […]

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