L’architettura di SIPSE, CLNI e Popolo Veneto tra jus cogens e denunce internazionali
Di Franco Paluan, Segretario OISP (Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione dei Popoli)
L’autodeterminazione non può restare confinata nelle dichiarazioni. Negli ultimi mesi SIPSE, CLNI e il Popolo Veneto hanno costruito un’architettura completa dai codici valuta alla giurisdizione, dal registro delle risorse agli strumenti finanziari, fino alle denunce formali dinanzi alle corti internazionali per rendere la “sovranità popolare” un fatto operativo, verificabile ed eseguibile.
1. Il punto di partenza: all’autodeterminazione non mancano i principi, mancano gli strumenti (e i fori)
L’art. 1, par. 2, della Carta delle Nazioni Unite, l’art. 1 comune ai due Patti internazionali del 1966, le risoluzioni 1514 (XV) e 2625 (XXV) riconoscono il diritto all’autodeterminazione. La Corte Internazionale di Giustizia (Sahara Occidentale, 1975; Timor Orientale, 1995; Chagos, 2019) ha chiarito che si tratta di un diritto opponibile erga omnes e, secondo la dottrina prevalente, di una norma di jus cogens.
Il problema è duplice: come un popolo non riconosciuto esercita questo diritto, e dove porta le sue denunce quando gli Stati ignorano le istanze. SIPSE risponde a entrambe le domande costruendo istituzioni funzionanti e attivando canali di denuncia presso le corti internazionali esistenti, in parallelo alla propria Corte.
2. SIPSE: l’architettura “parallela ma complementare” e il suo braccio giudiziario
Il 24 maggio 2026 il Popolo Veneto e il Popolo Italiano Autodeterminato (CLNI) hanno costituito a Venezia e Ginevra il SIPSE (Sistema delle Istituzioni dei Popoli per la Sovranità Economica.). Il Trattato costitutivo è depositato presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite ai sensi dell’art. 102 della Carta e notificato all’Unione Europea. La data di fondazione è il 24 maggio 2026; le sedi sono Venezia (Palazzo Ducale) e Ginevra; lo standard è il P-ISO 4217; le lingue ufficiali sono 4 (italiano, inglese, francese, spagnolo).
2.1 La Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli
La Corte ha sede legale a Venezia (Palazzo Ducale) e sede operativa a Ginevra. La sua giurisdizione è esclusiva, obbligatoria ed erga omnes per i membri aderenti, che rinunciano espressamente a qualsiasi altra giurisdizione, inclusa la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), la Corte Permanente di Arbitrato (PCA) e i tribunali statali, per le materie di competenza (art. 6 dello Statuto). Le sentenze sono immediatamente esecutive e corredate da un Piano di Esecuzione e Monitoraggio Partecipato (PEMP); in caso di inadempimento comportano la sospensione dei diritti di voto e dell’uso dei codici P-ISO 4217 (art. 8).
La Corte è competente a ricevere istanze da qualsiasi popolo, movimento rappresentativo, assemblea comunitaria o individuo munito di mandato collettivo. I suoi ambiti di competenza includono:
- Violazione del diritto internazionale sull’autodeterminazione;
- Spoliazione monetaria, signoraggio illegittimo, manipolazione finanziaria, data grabbing;
- Violazioni dei trattati ambientali che minano l’autodeterminazione;
- Sovranità sanitaria;
- Debiti odiosi e accordi commerciali iniqui;
- Inchieste proprio motu su mandato dell’Assemblea Permanente della Giuria Popolare (APGP).
La Corte può emettere misure cautelari urgenti entro 72 ore, pareri consultivi vincolanti (art. 7 dello Statuto) e ordinanze di tutela preventiva per popoli minacciati da spoliazione monetaria, estrattivismo illegale o violazioni dei trattati ambientali.
Gli organi della Corte includono:
- Presidenza: Presidente in carica S.E. Marina Piccinato;
- Consiglio dei Giudici: minimo 21 membri, quote 40% donne e minoranze;
- Segretariato Generale e Cancelleria Digitale: portale open-data;
- Sezione Permanente per i Diritti dei Popoli Indigeni e Storici: protocolli FPIC;
- Camera per la Sovranità Economica, Monetaria e Digitale;
- Assemblea Permanente della Giuria Popolare (APGP);
- Commissione per la Sostenibilità Globale.
La Corte opera con meccanismi di partecipazione popolare diretta: giurie cittadine sorteggiate, deliberazione digitale con voto verificabile su blockchain, audit annuale indipendente, registrazione immutabile delle istanze, AI etica certificata per l’analisi probatoria e udienze pubbliche trasmesse in streaming nelle quattro lingue ufficiali.
2.2 L’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione dei Popoli (OISP)
Costituita il 1 giugno 2026 dall’Assemblea Costitutiva dei Popoli, con sede legale a Ginevra e sede operativa a Venezia. È un ente di normazione parallelo, indipendente, volontario e non profit, che si pone come complemento non sostituto dello standard ISO 4217 ufficiale. Sviluppa e mantiene lo Standard dei Popoli per i Codici Valuta (P-ISO 4217), assegna codici a tre lettere con prefisso riservato Q, Z o X, gestisce il Registro Ufficiale dei Popoli e il Registro dei Codici (open data), rilascia certificati digitali firmati e ancorati su blockchain.
Il 20 giugno 2026 l’OISP ha emesso i primi due codici — ZEC (Zecchino Veneto, OISP-001) e LIS (Lira Italiana Sovrana, OISP-002) — notificandoli con la Lettera Diplomatica OISP/DIP/2026-03 a FMI, Banca Mondiale, BRI, BCE, Commissione Europea, ICJ, CPI, ITLOS, CJUE e CEDU.
| Codice P-ISO | Valuta | Entità / Popolo | Data Emissione |
|---|---|---|---|
| ZEC | Zecchino Veneto | Stato Veneto | 20.06.2026 |
| LIS | Lira Italiana Sovrana | CLNI | 20.06.2026 |
| QSDN | Sardo | Popolo Sardo | 25.06.2026 |
| QCAT | Pesseta Catalana | Nazione Catalana | 28.06.2026 |
| ZSCO | Scottish Pound | Scozia | 01.07.2026 |
Le emissioni avvengono nel rispetto della Carta dei Popoli per la Sovranità Monetaria, che vieta espressamente riciclaggio, finanziamento del terrorismo, evasione fiscale massiva e qualsiasi uso coloniale o predatorio dello standard.
Gli organi dell’OISP: Assemblea Generale dei Popoli (un voto per Membro, sessione biennale), Consiglio Direttivo (7 membri eletti, mandato 4 anni), Segretariato Tecnico (Segretario in carica: Franco Paluan), Comitato dei Codici (5 esperti indipendenti), Tribunale Arbitrale dei Popoli (3 arbitri a rotazione), Comitato di Vigilanza sulla Carta dei Popoli.
2.3 Il Fondo Monetario dei Popoli (FMP) e la Banca Mondiale dei Popoli (BMP)
Il FMP gestisce il Sistema di Mutuo Riconoscimento e Compensazione Multilaterale (SMRC) e i Diritti Speciali di Prelievo dei Popoli (DSPP). Il DSPP è un paniere composto da:
- 30% ZEC
- 30% LIS
- 20% risorse naturali quotate P-QRNP
- 20% altre valute dei popoli (art. 12 dello Statuto)
È utilizzabile per regolamenti internazionali, riserve e pagamenti di prestiti.
La BMP riduce povertà e disuguaglianze strutturali, finanzia infrastrutture materiali (energia rinnovabile, acqua, mobilità, sanità, edilizia scolastica) e immateriali (reti digitali sovrane, identità decentralizzata, alfabetizzazione finanziaria), sostiene l’emissione di Obbligazioni Verdi e Sociali dei Popoli (OVSP) denominate in ZEC, LIS o DSPP. Il capitale iniziale è di 1.000.000 ZEC (Stato Veneto) + 1.250.000 LIS (CLNI), incrementabile tramite aumenti di capitale e contributi in natura (risorse naturali, terreni, brevetti, dati).
Strumenti operativi BMP:
- Prestiti agevolati (0,5%-3%, durata fino a 20 anni, periodo di grazia fino a 5 anni);
- Donazioni a fondo perduto per progetti pilota;
- Garanzie parziali fino al 70% del valore dell’investimento;
- Equity in imprese cooperative dei popoli;
- Project-bond verdi e sociali (OVSP);
- Fondo per la Transizione Ecologica dei Popoli da 500.000 DSPP destinato a riconversione industriale, decarbonizzazione e adattamento climatico.
Tutti i progetti sono soggetti a valutazione FPIC, audit ambientale indipendente e pubblicazione integrale dei contratti su blockchain.
Gli organi della BMP: Consiglio Esecutivo di 11 membri (2 di diritto per i Fondatori), Fondo per la Transizione Ecologica dei Popoli, Comitato Obbligazioni Verdi e Sociali.
2.4 La Piattaforma per le Quotazioni delle Risorse Naturali dei Popoli (P-QRNP)
La P-QRNP gestisce:
- La quotazione giornaliera delle risorse naturali: energia (elettrica, gas, idrogeno verde), minerali strategici (litio, cobalto, terre rare, rame), prodotti agricoli (cereali, caffè, cacao, olio), risorse idriche e crediti di carbonio certificati;
- Il Registro pubblico delle Risorse Naturali dei Popoli;
- Un mercato volontario di scambio bilaterale e multilaterale tra popoli;
- L’emissione di Certificati di Sovranità Risorse (CSR) fino al 70% delle riserve accertate e indipendentemente verificate.
Ogni giorno lavorativo, alle 16:00 UTC, la Borsa delle Valute dei Popoli (BVP) pubblica i prezzi di riferimento espressi in DSPP, ZEC e LIS, calcolati con metodologia trasparente che integra costi di estrazione sostenibile, esternalità ambientali, premio di sovranità e indicatori di rispetto FPIC.
I CSR sono utilizzabili come collaterale per prestiti BMP, riserva per le banche centrali dei popoli e strumento di pagamento internazionale; sono tracciati end-to-end su blockchain con prova di origine, prova di sostenibilità e prova di consenso comunitario.
La P-QRNP applica un prelievo dello 0,3% sulle transazioni destinato al FREP e un ulteriore 0,2% a un Fondo di Rigenerazione Ecologica gestito dalle comunità locali.
Gli organi: Assemblea dei Popoli delle Risorse, Consiglio di Quotazione (7 esperti indipendenti), Segretariato Tecnico, Comitato di Conciliazione.
2.5 Gli strumenti strategici di tutela e sviluppo
Il SIPSE ha sviluppato sette strumenti operativi che danno corpo ai diritti riconosciuti dal Trattato:
- FREP – Fondo di Resistenza Economica e di Emergenza dei Popoli: sostiene i Membri che subiscono ritorsioni economiche. Alimentato da una trattenuta dello 0,5% sulle transazioni in DSPP, contributi volontari e sanzioni. Eroga prestiti d’emergenza a tasso zero, sovvenzioni e assistenza legale.
- SMRC – Sistema di Mutuo Riconoscimento e Compensazione Multilaterale: gestito dal FMP, consente la compensazione commerciale senza valute esterne, utilizzando DSPP e valute dei popoli. Aperto a Stati terzi e banche centrali su base paritetica.
- CCJC – Certificazione di Conformità alle Norme Jus Cogens: rilasciata a imprese, Stati e organizzazioni che rispettano l’autodeterminazione. Le entità certificate godono di priorità nelle gare, riduzione delle commissioni e accesso al credito agevolato.
- APVIR – Agenzia dei Popoli per la Valutazione Indipendente delle Risorse: verifica quantità, qualità, sostenibilità e valore equo delle risorse registrate, determinando il «prezzo giusto dei popoli».
- SAR – Sistema di Allarme Rapido per Violazioni: monitora tentativi di impedire l’uso dei codici P-ISO 4217, azioni discriminatorie e attività estrattive illegali. Attiva notifiche, proteste diplomatiche e contromisure collettive.
- OVSP – Obbligazioni Verdi e Sociali dei Popoli: emissioni della BMP denominate in ZEC, LIS o DSPP per finanziare riconversione ecologica, alfabetizzazione finanziaria, sanità e istruzione. Tasso 0% per finalità sociali, 2% per finalità ambientali.
- UPAT – Ufficio dei Popoli per l’Assistenza Tecnica e Capacity Building: formazione gratuita, supporto alla redazione di domande, assistenza per wallet digitali e registrazione di risorse. Opera in quattro lingue ufficiali.
2.6 L’UBPP – Ufficio dei Brevetti e del Patrimonio dei Popoli
Allegato al Trattato SIPSE, l’UBPP è un’infrastruttura sovrana transnazionale per la proprietà intellettuale collettiva. Opera in extraterritorialità funzionale: tutela le conoscenze dei popoli indipendentemente dai confini statali, con capacità giuridica piena nei territori aderenti al SIPSE.
Le sei capacità sovrane:
- Notarile: Atto Notarile di Esistenza e Anteriorità Culturale (ANEAC), con effetto ex tunc che blocca qualunque brevetto successivo sulla stessa conoscenza;
- Arbitrale: Tribunale Permanente per il Patrimonio Immateriale (TPPI), con sentenze immediatamente esecutive nei territori SIPSE;
- Finanziaria: Conto di garanzia UBPP presso la BMP; emissione di Heritage Bond e Knowledge Backed Token (KBT); Fondo di Compensazione Intergenerazionale alimentato dallo 0,5% di ogni licenza;
- Diplomatica: Corpo Diplomatico della Conoscenza (CDC-UBPP), con sedi a Ginevra (OMPI) e New York (Forum Permanente Questioni Indigene);
- Tecnologica: Architettura Sovrana di Registro e Identità (ASRI), blockchain UBPP con protocollo Proof of Ancestry, DID comunitari multi-firma, timestamping con oracle geografico, API verso WIPO GREEN;
- Certificativa: Sistema a tre livelli: COC (Certificato di Origine Culturale), CPC (Certificato di Proprietà Collettiva), CSP (Certificato di Sovranità Permanente).
Smart contract di distribuzione — Licenza Comunitaria Equa (LCE): 70% alla comunità depositante, 20% al fondo territoriale, 10% all’UBPP (di cui lo 0,5% al Fondo di Compensazione Intergenerazionale).
2.7 La Borsa Valute dei Popoli (BVP) e il Registro Ufficiale dei Codici
La BVP fornisce quotazioni live aggiornate ogni 10 secondi, scambio market, order book limite e acquisto di risorse P-QRNP con valute P-ISO. Alcuni esempi di quotazioni (MID in DSPP):
- ZEC: 1.0072 (+0.33%)
- LIS: 0.7806 (-1.52%)
- QSDN: 0.1471 (-2.09%)
- QCAT: 0.2186 (+0.46%)
- ZSCO: 0.9341 (-0.39%)
Il Registro Ufficiale dei Codici P-ISO 4217 è open data: ogni record è ancorato su blockchain con certificato digitale firmato dal Segretariato OISP.
2.8 La Trasparenza & Blockchain
Tutti i documenti istituzionali sono soggetti a calcolo SHA-256 e ancoraggio dimostrativo. I registri pubblici sono open data. Il documento costitutivo SIPSE ha il seguente hash SHA-256:
7852a4cf52115d90f510c375d76b37fc19c9fb4bbf4cd42a143e16f969216795
3. Le denunce internazionali: dove SIPSE, CLNI e Veneto hanno portato le loro istanze
Non si tratta solo di costruire istituzioni parallele: SIPSE e i suoi membri hanno attivato formali procedure di denuncia e notifica dinanzi alle principali corti e meccanismi internazionali, secondo un elenco ufficiale pubblicato sul sito.
3.1 L’elenco ufficiale dei destinatari delle notifiche SIPSE
Il sito SIPSE pubblica l’elenco completo dei soggetti notificati con la documentazione completa (Statuti, lettere costitutive e invito all’adesione):
- Nazioni Unite e Agenzie: Assemblea Generale, ECOSOC, UNCTAD, UNDP, UNEP, UNESCO, OHCHR, FAO, OIL, UN-Habitat, UNEP-FI.
- Istituzioni di Bretton Woods: Fondo Monetario Internazionale (FMI), Banca Mondiale (IBRD, IDA, IFC, MIGA), Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI).
- Banche regionali di sviluppo: Banca Europea per gli Investimenti (BEI), Banca Asiatica di Sviluppo (ADB), Banca Africana di Sviluppo (AfDB), Banca Interamericana di Sviluppo (IDB), Banca dello Sviluppo BRICS (NDB), Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS).
- Unione Europea e organizzazioni regionali: Presidente del Consiglio Europeo, Commissione Europea, Banca Centrale Europea, Consiglio d’Europa, Unione Africana, Lega Araba, ASEAN, UNASUR, OSA.
- Corti e tribunali internazionali: Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), Corte Penale Internazionale (CPI), Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare (ITLOS), Corte di Giustizia dell’UE (CJUE), Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).
- Società civile e popoli: UNPO Nazioni e Popoli non rappresentati, Amnesty International, Transparency International, Global Witness, movimenti di liberazione nazionale, territori non autonomi.
3.2 Dinanzi alla Corte Penale Internazionale (CPI): la Denuncia sul Neocolonialismo Finanziario
La denuncia presentata dal SIPSE alla CPI non è un dibattito accademico, ma un atto di accusa formale per crimini contro l’umanità. Il documento, intitolato “Denuncia internazionale neocolonialismo finanziario BCE”, è indirizzato alla Procura della CPI, all’Ufficio del Procuratore Capo e all’Assemblea degli Stati Parte dello Statuto di Roma.
L’oggetto della denuncia: perseguire il neocolonialismo finanziario, la depredazione sistematica delle risorse naturali e l’architettura del debito eterno come violazione dei diritti umani fondamentali.
I fatti contestati:
- La truffa contabile all’origine del debito: la banca crea moneta scritturale per il capitale ($P$), ma esige la restituzione di capitale + interessi ($P + I$). Poiché gli interessi non vengono creati nel medesimo processo, l’intera società è strutturalmente impossibilitata a ripagare i propri debiti. Il sistema è costretto a contrarre nuovo debito per pagare il vecchio debito: un indebitamento perpetuo e matematicamente inestinguibile.
- L’erosione monetaria e la tassa occulta: tra il 2021 e il 2026, l’inflazione ufficiale cumulata è tra il 15% e il 18%, ma la svalutazione reale integrata (beni primari, massa monetaria M3, drenaggio fiscale) è del 30-35%. Una tassa occulta permanente che trasferisce ricchezza dai produttori ai detentori di asset finanziari.
- Il ricatto del debito e la “tenaglia economica”: quando la BCE restringe la liquidità o alza i tassi, i debitori vanno in insolvenza non per incapacità produttiva, ma per mancanza strutturale di mezzi di pagamento. Le garanzie reali vengono escusse e trasferite a prezzi depressi a fondi speculativi, banche e capitali internazionali. È l’estrazione della ricchezza reale senza occupazione territoriale.
- La violazione del diritto all’autodeterminazione (jus cogens) e il debito odioso: imporre un’architettura monetaria basata sul debito eterno a collettività che non hanno mai espresso un consenso democratico viola il diritto all’autodeterminazione economica. La dottrina del “debito odioso” si applica pienamente: un debito imposto senza consenso popolare, non a beneficio della popolazione e utilizzato per depredare le risorse nazionali, non è esigibile.
La qualificazione giuridica secondo lo Statuto di Roma:
- Articolo 7(1)(k) “Altri atti inumani”: la clausola residuale include atti che causano “grandi sofferenze o gravi lesioni all’integrità fisica o mentale”. L’impoverimento sistematico, l’espropriazione delle abitazioni, la distruzione del tessuto produttivo, l’ansia da debito, la rinuncia alle cure e i suicidi economici costituiscono un attacco diretto al sostentamento e alla dignità umana.
- Attacco generalizzato o sistematico: le politiche monetarie della BCE colpiscono milioni di persone in tutta l’Eurozona (generalizzate) e sono il risultato di decisioni ripetute, coordinate e deliberate nel tempo (sistematiche).
- Conoscenza e intenzione: le istituzioni monetarie dispongono di analisi e dati sugli effetti distributivi delle loro decisioni. Non possono invocare l’ignoranza o la “natura tecnica” delle loro scelte.
Le richieste formali alla Corte:
- Riconoscere che i gravi crimini economici sistemici rientrano nella giurisdizione della Corte ai sensi dell’articolo 7(1)(k) dello Statuto, nella forma degli “altri atti inumani”.
- Avviare un procedimento di esame preliminare sulle politiche monetarie della BCE, sull’architettura del debito e sulla depredazione delle risorse.
- Sostenere e promuovere un processo di emendamento dello Statuto di Roma per:
- Estendere la competenza ratione personae sulle persone giuridiche (Articolo 25), per perseguire le istituzioni finanziarie e le banche centrali che traggono profitto da questi crimini, con sanzioni proporzionali e confisca dei beni.
- Integrare esplicitamente la categoria dei “Crimini Economici contro l’Umanità”, riconoscendo che l’attacco generalizzato e sistematico al sostentamento di un popolo e la depredazione delle sue risorse naturali sono forme di violenza pari a quelle fisiche.
“Non chiediamo pietà. Chiediamo giustizia. Il sistema della moneta a debito ha creato un neocolonialismo senza colonie, dove il debito impagabile è lo strumento di estrazione e la povertà è il risultato di un progetto contabile. I Popoli d’Europa hanno il diritto di non essere depredati in silenzio. Hanno il diritto di sapere che il valore del loro lavoro e delle loro terre viene sistematicamente trasferito a un sistema finanziario che crea moneta dal nulla.”
3.3 Dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ)
Sebbene la Corte del SIPSE abbia giurisdizione esclusiva per i membri, le decisioni e i pareri della Corte SIPSE sono espressamente qualificati come “titolo giuridico certo per il deposito presso tutte le Corti internazionali”, inclusa la ICJ.
Un parere consultivo reso nell’ambito del SIPSE — notarizzato su blockchain — è stato formalmente notificato alla Corte Internazionale di Giustizia, oltre che alle Nazioni Unite, all’Unione Europea e a tutti gli Stati membri, con allegata richiesta di non riconoscimento degli atti illegittimi. Il parere afferma che gli obblighi erga omnes dichiarati vincolano l’intera comunità internazionale, inclusi gli Stati terzi e le organizzazioni intergovernative, a prescindere dalla loro adesione al SIPSE.
3.4 Dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU)
La CEDU è competente per violazioni dell’art. 8 (vita privata e familiare) e del Protocollo 1 (protezione della proprietà) in casi di pignoramenti e sgomberi sproporzionati. La giurisprudenza Rousk, Gladysheva e Vaskršić è espressamente richiamata nel Documento di Scienza Giuridica Euro come base per ricorsi contro l’escussione di garanzie ipotecarie sulla prima casa in conseguenza di crisi di liquidità indotte da scelte di politica monetaria.
Il SIPSE ha notificato formalmente i propri atti costitutivi e le proprie denunce alla CEDU, insieme a ITLOS, CGUE, CPI e ICJ, nel quadro delle notifiche diplomatiche del 24 maggio 2026 e successive.
3.5 Dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE)
La CGUE è destinataria di notifiche formali da parte del SIPSE. Il Documento di Scienza Giuridica Euro analizza in dettaglio la giurisprudenza Weiss (C-493/17) e Ledra Advertising (C-8/15 P e C-10/15 P), contestando la dottrina degli “effetti indiretti” che sottrae le decisioni di politica monetaria a un bilanciamento con i diritti fondamentali ex art. 51 della Carta di Nizza.
La richiesta è che la CGUE riconosca che l’indipendenza della BCE non la esime dal rispetto della Carta e che le decisioni su tassi e liquidità producano effetti prevedibili e sistematici sui diritti economici e sociali, con conseguente obbligo di valutazione d’impatto e mitigazione.
3.6 Dinanzi agli organi ONU: CESCR, Consiglio dei Diritti Umani, Relatori Speciali
Il Documento di Scienza Giuridica Euro è espressamente indirizzato a:
- CESCR (Comitato ONU per i Diritti Economici, Sociali e Culturali);
- Consiglio dei Diritti Umani;
- Relatori Speciali su abitazione adeguata, cibo, salute, povertà estrema e debito estero;
- Comitato Europeo dei Diritti Sociali (Consiglio d’Europa);
- Parlamento Europeo, Commissione, BCE, Eurogruppo;
- FMI, Banca Mondiale, BIS, OCSE, ILO, FAO, UN-Habitat, OMS, UNCTAD.
Il Popolo Veneto ha inoltre presentato istanze internazionali dinanzi all’OHCHR (Ufficio dell’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani) per il riconoscimento del Movimento de Liberasione Nasionale del Popolo Veneto come espressione del diritto all’autodeterminazione, con notifica ai Relatori Speciali sulle minoranze.
3.7 Dinanzi alla Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli (Corte SIPSE) come foro di prima istanza
Prima di rivolgersi ai fori internazionali tradizionali, le denunce vengono depositate dinanzi alla Corte SIPSE. Il sito pubblica un’area dedicata alle Istanze: richieste di parere consultivo vincolante o denuncia per violazione del diritto all’autodeterminazione. La Presidente è S.E. Marina Piccinato.
Le sentenze e i pareri sono notarizzati su blockchain e costituiscono titolo per il deposito presso tutte le Corti internazionali, incluse ICJ, CPI, CEDU e CGUE.
3.8 La denuncia alla Corte Costituzionale Federale Tedesca (Bundesverfassungsgericht)
Un nuovo, decisivo fronte internazionale si è aperto il 24-25 giugno 2026 con il deposito della “Memoria Giuridico-Costituzionale Potenziata per la verifica della compatibilità dell’assetto dell’Eurozona con i principi democratici, i diritti fondamentali e i limiti costituzionali all’integrazione sovranazionale” dinanzi al Bundesverfassungsgericht (Corte Costituzionale Federale della Repubblica Federale di Germania) e notificata a tutte le autorità nazionali, europee e internazionali competenti.
Il fondamento della scelta del foro tedesco: la Corte di Karlsruhe, con la sentenza del 5 maggio 2020 (2 BvR 859/15), ha già affermato il proprio potere-dovere di controllare gli atti delle istituzioni europee che eccedono le competenze attribuite (ultra vires), dichiarando illegittimo il programma PSPP della BCE e qualificando la sentenza della CGUE Weiss come «schlechterdings nicht mehr nachvollziehbar» (semplicemente non più comprensibile). La presente istanza rappresenta una naturale estensione di tale giurisprudenza all’intero assetto dell’Eurozona.
L’oggetto della Memoria: la Memoria dimostra in modo matematicamente inoppugnabile che:
- a) Il sistema monetario dell’Eurozona, basato sulla creazione di moneta a debito da parte di banche commerciali private, determina una carenza strutturale di liquidità che rende matematicamente impossibile l’adempimento delle obbligazioni fiscali da parte dei cittadini, in violazione del principio «ad impossibilia nemo tenetur» e dei controlimiti costituzionali di eguaglianza sostanziale e tutela del risparmio (Artt. 3, 47, 53 Cost.);
- b) Il debito pubblico italiano, contratto senza il consenso informato del Popolo, per finalità contrarie all’interesse pubblico e con la consapevolezza dei creditori, costituisce debito odioso ai sensi della dottrina Sack (1927) e dei precedenti internazionali, e come tale è nullo ab initio e inesigibile;
- c) La carenza strutturale di liquidità si traduce in una violazione sistematica e continuata dei diritti fondamentali di milioni di cittadini: diritto alla proprietà (oltre 400.000 pignoramenti immobiliari), diritto a un tenore di vita adeguato (5,7 milioni di italiani in povertà assoluta), diritto alla salute, diritto al lavoro, diritto alla non discriminazione e diritto alla stabilità democratica;
- d) La Banca Centrale Europea, con le sue politiche monetarie, ha ecceduto il proprio mandato (art. 127 TFUE), configurando atti ultra vires, come già accertato dal Bundesverfassungsgericht nella sentenza del 5 maggio 2020;
- e) Il sistema dell’Eurozona, nella sua architettura istituzionale, determina una erosione della sovranità popolare e del principio democratico, in violazione dell’articolo 1 della Costituzione italiana e dell’articolo 1 del ICCPR/ICESCR.
La dimostrazione matematica: la Memoria include un’analisi geometrico-matematica del sistema monetario dell’Eurozona, con:
- La formula della creazione incompleta: $M_{\text{creata}} = C$ (Capitale prestato), mentre gli interessi $I = r \cdot C$ non vengono creati contestualmente;
- La disuguaglianza fondamentale: $M_t < D_t + \sum (r \cdot D_{k-1})$;
- I dati italiani aggiornati al 2026: M3 = € 2.200 mld; debito pubblico = € 3.050 mld; debito privato = € 1.650 mld; cartelle esattoriali in sofferenza = € 1.350 mld; carenza strutturale di moneta > € 2.200 mld;
- La spesa annua per interessi sul debito pubblico (80-90 miliardi di euro) superiore all’intero ammontare della componente a fondo perduto del PNRR (70 miliardi di euro).
Le richieste formali alla Corte Costituzionale Federale Tedesca:
- L’accertamento della nullità ab initio dei Trattati europei (Maastricht, Amsterdam, Nizza, Lisbona) e dei relativi atti derivati, nella parte in cui subordinano la sovranità monetaria italiana a vincoli di debito che compromettono la sussistenza e la dignità del Popolo Italiano;
- L’accertamento dell’illegittimità costituzionale del sistema dell’Eurozona, in quanto determina una carenza strutturale di liquidità che rende matematicamente impossibile l’adempimento delle obbligazioni fiscali, viola il principio di proporzionalità e lede il nucleo essenziale dei diritti fondamentali;
- La declaratoria di inesigibilità delle cartelle esattoriali basate sul debito odioso, in quanto esigono l’adempimento di un’obbligazione oggettivamente impossibile, sono nulle ab initio per difetto di oggetto e costituiscono atti coercitivi che violano i diritti umani fondamentali e il diritto internazionale imperativo (jus cogens);
- La sospensione immediata di tutte le procedure esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche, vendite all’asta) relative a cartelle esattoriali;
- Il riconoscimento della legittimità del CLNI come governo rappresentativo del Popolo Italiano Autodeterminato, ai sensi della Convenzione di Montevideo e del diritto internazionale consuetudinario;
- La richiesta di un parere consultivo alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) sull’applicabilità del diritto all’autodeterminazione economica e monetaria al Popolo Italiano Autodeterminato;
- La declaratoria di illegittimità delle politiche della BCE nella misura in cui eccedono il mandato attribuito dall’art. 127 TFUE, configurando atti ultra vires, violano il principio di proporzionalità e determinano una compressione dei diritti fondamentali;
- La declaratoria di nullità del debito pubblico italiano e degli interessi maturati, per contrasto con lo jus cogens e per la natura odiosa del debito medesimo.
La clausola di silenzio-assenso: il silenzio delle istituzioni destinatarie, decorso il termine di sessanta (60) giorni dalla data di ricezione della notifica, sarà interpretato secondo la massima «qui tacet consentire videtur» (chi tace acconsente) come acquiescenza e accettazione dei principi esposti. Il silenzio-assenso costituirà, altresì, rinuncia a qualsiasi eccezione e accettazione della giurisdizione della Corte Internazionale per l’Autodeterminazione dei Popoli e della Corte Penale Internazionale per le controversie derivanti dal presente atto.
I destinatari della notifica: la Memoria è stata notificata, oltre che al Bundesverfassungsgericht, a:
- Organismi ONU: OHCHR, CESCR, Relatore Speciale ONU sugli effetti del debito estero, Segretariato Generale delle Nazioni Unite, Corte Internazionale di Giustizia;
- Autorità italiane: Presidente della Repubblica, Corte Costituzionale, Corte dei Conti, CSM, Banca d’Italia, MEF, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Entrate-Riscossione;
- Istituzioni europee: BCE, Commissione Europea, Parlamento Europeo, Consiglio dell’Unione Europea, CGUE, Corte dei Conti Europea, Mediatore Europeo, EBA, ESMA, BEI;
- Organismi finanziari internazionali: FMI, BRI;
- Procura Generale Federale Tedesca (Generalbundesanwalt beim Bundesgerichtshof).
La registrazione blockchain: la Memoria è stata registrata su blockchain con hash SHA-256 02a9148c1fc850ce7619ac891fc7156a991b9896779b2e5383dfb0bf3f2bae9f (15 luglio 2026, 10:37:18, fee 0.05 ZECCHINO).
L’Allegato A — Rapporto di Analisi Strategica della Nuova Banca d’Italia (27 giugno 2026): la Memoria include come allegato tecnico probatorio il Rapporto della Direzione Studi Macroeconomici e Stabilità Sistemica della Nuova Banca d’Italia, che introduce indicatori di allarme sistemico:
- IDF (Indice di Dominanza Fiscale) = $(\text{Debito}/\text{PIL}) \cdot \text{Quota rifinanziamento annuo} \cdot \text{Tasso reale}$.
Soglie: $< 0,15$ equilibrio; $0,15\text{–}0,25$ vulnerabilità crescente; $0,25\text{–}0,35$ rischio elevato; $> 0,35$ criticità sistemica.
Stima: 0,19 (2026), 0,27 (2030), 0,34 (2035). - IDD (Indice di Distanza Democratica) = $\text{Debito pluriennale} / \text{Partecipazione elettorale effettiva}$. Valori elevati indicano potenziale aumento di tensioni sociali e perdita di fiducia istituzionale.
- Scenari 2026-2040: Scenario A (crescita produttiva elevata, 35% probabilità); Scenario B (stagnazione produttiva, 45% probabilità); Scenario C (stress sistemico, 20% probabilità).
4. Il caso Veneto: dalla Corte d’Appello di Trieste alle corti internazionali
Il 25 giugno 2026 la Corte d’Appello di Trieste ha assolto tutti gli imputati nel processo per il presidio pacifico davanti all’Ufficio Tributario di Pordenone, “perché il fatto non sussiste”. La sentenza ha riconosciuto che manifestare pacificamente con il gonfalone di San Marco davanti a un’istituzione pubblica non è reato e che l’espressione pacifica di istanze giuridico-politiche è diritto inviolabile.
Questa vittoria giudiziaria nazionale è stata accompagnata da:
- Istanza internazionale all’OHCHR per il riconoscimento del MLNV-GVP come espressione del diritto all’autodeterminazione del Popolo Veneto;
- Deposito dell’Accordo e Trattato Bilaterale di Restituzione della Sovranità sul Territorio Ancestrale del Popolo Veneto presso le autorità italiane (ottobre 2026), con notifica formale dell’avvio del negoziato bilaterale;
- Notifica alla Corte Internazionale di Giustizia del parere consultivo SIPSE sulla non riconoscibilità degli atti illegittimi;
- Registrazione su blockchain di tutti gli atti, con hash SHA-256 e transazione verificabile, per garantirne l’opponibilità erga omnes.
5. Il CLNI: dalla Contestazione Costituzionale alle denunce internazionali
5.1 L’Atto Ufficiale di Rilevazione e Contestazione Costituzionale (n. 2026/09-AU)
L’Atto del CLNI afferma che ogni trattato di cessione di sovranità non sanzionato da referendum diretto è nullo e inefficace nell’ordinamento del Popolo Italiano Autodeterminato. L’Atto richiama:
- Carta ONU (artt. 1 e 55);
- Patti del 1966 (art. 1 comune);
- Art. 53 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati (jus cogens);
- Convenzione di Montevideo del 1933;
- Risoluzione 1803 (XVII) sulla sovranità permanente sulle risorse naturali;
- Art. 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
L’Atto decreta e dichiara (15 punti), tra cui:
- Disconoscimento della legittimità dei trattati di cessione non ratificati dal corpo sociale;
- Conferma dell’integrità territoriale e non cessione dei diritti indivisibili;
- Gestione dei beni patrimoniali e istituzionali: i palazzi istituzionali appartengono alla comunità e non possono esporre simboli di entità sovranazionali prive di investitura democratica diretta;
- Sovranità monetaria e fiscale: il diritto esclusivo di emettere moneta, determinare il corso legale, controllare il credito e definire la politica fiscale;
- Gerarchia delle fonti: la volontà popolare espressa attraverso referendum vincolanti e assemblee costituenti è al vertice;
- Mandato imperativo e revoca degli eletti;
- Referendum vincolante come strumento ordinario di esercizio della sovranità;
- Beni comuni e risorse strategiche (acqua, energia, trasporti, telecomunicazioni, terra, sistema bancario) come beni indisponibili e inalienabili;
- Difesa nonviolenta e resistenza civica come strumento legittimo;
- Diritto di recedere unilateralmente da ogni trattato che limiti la sovranità;
- Cittadinanza e diritti fondamentali;
- Lingua, cultura e identità nazionale.
L’Atto produce effetti giuridici immediati e costituisce titolo di opposizione erga omnes. Copia è trasmessa alle competenti autorità nazionali e internazionali.
5.2 La transizione al Corpo Civico del Cittadino Legislatore
Il 31 agosto 2026 il Presidente Paolo Albertin ha emanato un Comunicato Ufficiale che dispone lo scioglimento di tutte le cariche istituzionali del CLNI — Parlamento, Collegio del Consiglio dei Ministri, Governo e Governatore della Nuova Banca d’Italia — e avvia la procedura costituente per il Popolo Italiano Autodeterminato, istituendo il Corpo Civico del Cittadino Legislatore.
Le fasi del processo costituente:
- Assemblee popolari permanenti su base comunale, provinciale, regionale e nazionale;
- Consultazione popolare permanente con strumenti digitali e fisici;
- Redazione della Carta Costituente attraverso un processo partecipativo, trasparente e inclusivo;
- Ratifica referendaria vincolante;
- Insediamento del nuovo ordinamento.
I cardini irrinunciabili della Carta Costituente sono: dignità della persona humana, lavoro, giustizia sociale, sovranità popolare, autodeterminazione dei popoli, sistema al servizio della collettività.
Il Presidente ha anche emanato un parere legale che chiarisce la validità e permanenza delle firme sui documenti emessi prima dello scioglimento: le firme restano indelebili e legittime, attestando la paternità dell’atto, senza implicare che i firmatari siano ancora in carica.
5.3 Il Proclama Universale di Liberazione e Sovranità (29 giugno 2026)
Il Proclama riafferma il diritto all’autodeterminazione come norma di jus cogens e obbligo erga omnes, richiamando l’art. 1, par. 1, della Carta ONU e l’art. 1 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Il CLNI individua nel SIPSE lo strumento tecnologico e finanziario per la gestione diretta delle risorse, sottraendosi alle logiche di controllo esterno.
5.4 La denuncia internazionale al MERCOSUR
Il sito del CLNI pubblica un avviso: “MERCOSUR DENUNCIA INTERNAZIONALE E INDENNIZZI”, con link al documento e al modulo per la richiesta di indennizzi. Si tratta di un’ulteriore denuncia internazionale che estende l’azione del CLNI oltre il continente europeo, coinvolgendo il blocco sudamericano in una procedura di denuncia e richiesta di indennizzo.
5.5 Il richiamo ad Alfred-Maurice de Zayas
Il sito del CLNI (e quello del Veneto) pubblicano il contributo di Alfred-Maurice de Zayas, già Esperto Indipendente ONU sulla promozione di un ordine internazionale democratico ed equo: “Ignorare l’autodeterminazione viola i pilastri fondanti dell’UE”. Un’autorevole voce internazionale che conferma la lettura giuridica del CLNI e del SIPSE.
6. La dimensione europea: l’invito a SNP, Plaid Cymru e Sinn Féin
Il 15 settembre 2026 il Segretariato Generale dell’Assemblea dei Popoli d’Europa ha inviato la lettera APE/SG/2026/047 ai leader di SNP, Plaid Cymru e Sinn Féin, invitandoli a:
- Partecipare all’Assemblea Generale dei 42 Popoli del SIPSE;
- Sottoscrivere il Protocollo d’Intesa;
- Ratificare il Trattato TIEP/SIPSE già depositato ai sensi dell’art. 102 della Carta ONU con notifica al Segretario Generale António Guterres.
La lettera allega tre moduli di ratifica precompilati — Scozia, Galles, Irlanda — ciascuno con una Dichiarazione di Sovranità che afferma la sovranità originaria sulle risorse e riconosce il principio di reversibilità delle deleghe all’Unione.
6.1 I moduli di ratifica precompilati
- Popolo Scozzese: Codice P-ISO: SCO; valuta: Sterlina Scozzese Sovrana (Pound Scots, £S); popolazione ~5.500.000; capitale Edimburgo.
- Popolo Gallese: Codice P-ISO: WAL; valuta: Sterlina Gallese Sovrana (Punt Cymru, £W); popolazione ~3.100.000; capitale Cardiff.
- Popolo Irlandese: Codice P-ISO: EIR; valuta: Sterlina Irlandese Sovrana (Punt Éireannach, £I); popolazione ~7.000.000 (isola intera); capitale Dublino.
Ciascun modulo contiene:
- Parte I: Atto di Ratifica, con richiamo a jus cogens e obblighi erga omnes;
- Parte II: Dati del Popolo Ratificante;
- Parte III: Dichiarazione di Sovranità (risorse naturali, culturali, linguistiche, economiche e tecnologiche; reversibilità delle deleghe);
- Parte IV: Sottoscrizione;
- Parte V: Allegati obbligatori (deliberazione democratica, verbale di votazione, documenti di identità);
- Parte VI: Destinazione (Segretariato Generale dell’UEP c/o Corte Internazionale, Palazzo Ducale, Venezia; email: sipsesovereign@gmail.com).
7. Approfondimenti dai siti istituzionali
7.1 https://sipsesovereign.org/
Il sito ufficiale SIPSE è un archivio operativo e una piattaforma di servizi. Offre:
- Accesso alle quattro istituzioni (OISP, Corte, FMP, BMP) e ai sette strumenti strategici;
- Registro Ufficiale dei Codici P-ISO 4217 in open data;
- Borsa Valute dei Popoli (BVP) con quotazioni live;
- Area Riservata Membri per la gestione delle adesioni e delle istanze;
- Calcolo SHA-256 e ancoraggio dimostrativo dei documenti istituzionali;
- QR Code di adesione per diffondere il Protocollo;
- Modulo di Adesione Universale e Modulo di Richiesta Codice P-ISO 4217;
- UBPP – Ufficio dei Brevetti e del Patrimonio dei Popoli;
- Trasparenza & Blockchain con hash del documento costitutivo.
7.2 https://statovenetoinautodeterminazione.org/
Il sito ufficiale dello Stato Veneto in Autodeterminazione è un archivio operativo che documenta e rende accessibili gli strumenti della sovranità veneta.
Documenti e news ufficiali:
- Proclama Universale di Sovranità e Autodeterminazione (Venezia, 29 giugno 2026): adesione al SIPSE come Nazione Fondatrice;
- Candidatura del Popolo Veneto al Premio Nobel per la Pace 2026: documento ufficiale con modulo per il voto di sostegno;
- Avviso di prudenza dell’OVF-VEN sul progetto crypto ParamountDax, qualificato come “gravi e inequivocabili segnali di frode (Rug Pull)”. Un segnale di serietà nella tutela dei cittadini;
- Il Banco Nazionale Veneto San Marco (BNVSM) ricerca personale: Senior Monetary Engineer & Strategist.
Cittadinanza, identità e strumenti finanziari sovrani:
- Cittadinanza e Nazionalità Veneta;
- Carta d’identità Sovrana di Autodeterminazione;
- Codice Fiscale Veneto Sovrano;
- Attivazione del conto blockchain con 30 ZEC + 20 ZEC bonus d’ingresso;
- Apertura conto disponibile per chiunque nel mondo.
Punti fondamentali del Cittadino Autodeterminato: autonomia, libertà, sviluppo sostenibile, giustizia e partecipazione attiva.
7.3 https://comitatoliberazionenazionaleitaliano.org/
Il sito del CLNI è un archivio giuridico e politico di primo piano:
Documenti principali:
- Comunicato Ufficiale del Presidente (31 agosto 2026) sullo scioglimento delle cariche e l’avvio della Costituente;
- Parere legale sulla validità e permanenza delle firme sui documenti;
- Proclama Universale di Liberazione e Sovranità (29 giugno 2026);
- Atto Ufficiale di Rilevazione e Contestazione Costituzionale (n. 2026/09-AU), con i 15 decreti e la notifica erga omnes.
News e denunce internazionali:
- MERCOSUR: denuncia internazionale e indennizzi con documento e modulo per la richiesta di indennizzi;
- Alfred-Maurice de Zayas: “Ignorare l’autodeterminazione viola i pilastri fondanti dell’UE”.
Accesso alla cittadinanza:
- Per il Popolo Italiano Autodeterminato;
- Per il Popolo Veneto Autodeterminato (link al sito gemello).
Motto del Comitato: «Servire il Popolo. Tutelare i Diritti. Costruire il Futuro.»
Conclusioni: dalla denuncia alla costruzione
Ciò che distingue l’approccio SIPSE-CLNI-Veneto non è solo la denuncia, ma la sequenza:
- Documentare (atti notarizzati su blockchain, hash SHA-256, registro pubblico);
- Denunciare (notifiche formali a ICJ, CPI, CEDU, CGUE, CESCR, OHCHR, Relatori Speciali, MERCOSUR, Bundesverfassungsgericht);
- Costruire (codici valuta, Corte, FMP, BMP, piattaforma risorse, UBPP);
- Operare (conti in ZEC, carte d’identità sovrane, assemblee del Corpo Civico).
Le corti internazionali tradizionali rimangono un passaggio obbligato per ottenere riconoscimento ed esecuzione. Ma la logica è invertita rispetto al passato: non si aspetta il riconoscimento per operare; si opera, si documenta, si denuncia, e si costringe il sistema a prendere posizione.
La domanda che le istituzioni internazionali sono chiamate a rispondere è quella formulata nel Documento di Scienza Giuridica Euro: difendere i trattati e i diritti che dichiarano di proteggere, oppure continuare a garantire un meccanismo che trasferisce terra, casa, impresa e salute dai territori verso i nodi del credito.
La denuncia è pubblica. Le prove sono notarizzate. I fori sono stati aditi. E dal 29 giugno 2026, il Veneto e il Popolo Italiano Autodeterminato non sono più solo oggetti di rivendicazione: sono soggetti operativi che esercitano la propria sovranità con strumenti concreti.




