La scuola italiana forma persone incapaci di comprendere il proprio tempo

Un diciottenne che oggi conclude il proprio percorso in un liceo italiano, magari conseguendo il massimo dei voti all’esame di Stato, si ritrova a vivere una situazione profondamente paradossale. È in grado di tradurre una versione di Cicerone o di analizzare la complessa struttura metrica di un sonetto di Petrarca o le figure retoriche di Manzoni, ma si scopre del tutto analfabeta di fronte ai meccanismi fondamentali che governano la società attuale in cui vive.
Non solo non sa cosa sia un bollettino postale, come interpretare le voci di una busta paga, come funzioni il bilancio di una famiglia o cosa sia lo SPID, conoscenze fondamentali per la vita di tutti i giorni, ma ignora completamente che cosa sia lo spread dei tassi di interesse dei titoli di stato, come funzioni l’economia nel suo insieme (macroeconomia), non conosce i propri diritti e doveri costituzionali e non possiede le competenze per difendersi dalle sofisticate manipolazioni psicologiche dei social media.
E stiamo parlando degli studenti formati nei licei, che nelle intenzioni della politica dovrebbero diventare la futura élite dell’Italia.
Nelle altre scuole superiori, a taglio tecnico o professionale, le carenze di cultura generale sono ancora maggiori.

16 mins read

Da Dio al Mercato: 14. L’uomo che cancellò i debiti una sola volta

Il testo esamina l’evoluzione storica della cancellazione del debito, confrontando le pratiche delle civiltà mesopotamiche con quelle del mondo greco-romano. Mentre i sovrani di Sumer e Babilonia azzeravano periodicamente le pendenze per mantenere l’ordine sociale, l’intervento di Solone ad Atene fu un evento unico e irripetibile che non divenne mai una consuetudine istituzionale. In assenza di un sistema di reset periodico, le società greca e romana affrontarono gravi crisi strutturali, esemplificate dal fallimento della riforma agraria dei Gracchi a Roma. La narrazione evidenzia come la mancanza di una scadenza istituzionale per i debiti portasse inevitabilmente alla frammentazione del tessuto sociale e alla perdita della libertà individuale. Infine, l’autore suggerisce che solo con la tradizione biblica del Giubileo si passerà da rimedi occasionali a una visione del debito come questione etica e universale.

11 mins read

Anatomia dell’Euro Digitale

L’evoluzione dei sistemi di pagamento nell’Eurozona si trova davanti a un bivio strutturale. Il dibattito pubblico tende a confondere la digitalizzazione dei processi di regolamento con l’emissione di una nuova forma di moneta. Tuttavia, dal punto di vista della scienza bancaria e della teoria economica, la distinzione tra la moneta elettronica emessa dalle banche commerciali, attualmente in uso, e il nascente Euro Digitale (la Central Bank Digital Currency, o CBDC, dell’Eurosistema) non è una sfumatura tecnologica, ma una differenza radicale di natura giuridica, di bilancio e di rischio controparte.

14 mins read

Colonia Italia: 4. L’Italia che verrà colonizzata

L’articolo analizza la condizione socio-culturale dell’Italia nel 1945, descrivendo un Paese frammentato e prevalentemente agricolo che si affacciava alla modernità del dopoguerra. Attraverso dati statistici e riferimenti letterari, viene illustrata la profonda frattura tra il triangolo industriale del Nord e le realtà rurali del Mezzogiorno e delle province settentrionali. Le fonti evidenziano come l’identità italiana fosse all’epoca radicata in culture locali autonome e dialettali, spesso isolate dalle istituzioni statali e segnate da alti tassi di analfabetismo. Questa pluralità di tradizioni popolari viene presentata come una ricchezza fragile, destinata a essere travolta da una trasformazione antropologica e da una colonizzazione culturale esterna. In sintesi, il documento fotografa il punto di partenza di una nazione che, prima dell’omologazione dei consumi, era un mosaico di comunità chiuse e sistemi rituali antichi.

10 mins read

La mia Patria si chiama multinazionale

Il processo di integrazione europea, e da lì il più vasto processo di integrazione mondiale rappresentato dal nascente, attualmente sospeso, Nuovo Ordine Mondiale, ha storicamente richiesto la formazione di classi dirigenti nuove. Negli anni ’70, l’establishment italiano era ancora costituito da personalità formatesi in epoca fascista e profondamente legate al trinomio ‘Dio, Patria e Famiglia’. Divenne dunque imperativo plasmare le nuove generazioni: quelle che avrebbero dovuto gestire e metabolizzare il processo storico culminato con la caduta del Muro di Berlino, la conseguente evaporazione della Prima Repubblica italiana e l’instaurarsi di una compagine capace di mettere in pratica il Piano di rinascita democratica ideato dalla loggia massonica ‘Propaganda Due’ (P2).

46 mins read

Capitalismo e limite

Quattro tradizioni di pensiero che non si sono mai lette a vicenda — teologia politica, fisica applicata all’economia, teoria economica interna, storia del mercato — convergono indipendentemente su un’osservazione: il capitalismo, guardato da prospettive che non hanno nulla in comune, sembra non possedere un principio interno di arresto.
Schmitt, Benjamin, Agamben e Bataille lo leggono come assenza di un freno teologico-rituale. Georgescu-Roegen lo misura contro un limite fisico non negoziabile, quello dell’entropia. Schumpeter, Hirsch, Bell e Röpke ne osservano il limite interno: un sistema che cresce consumando le proprie condizioni di possibilità. Polanyi documenta il contromovimento storico — la società che, quando il mercato minaccia il proprio tessuto, reagisce imponendo limiti dal basso.
L’articolo non prende posizione su quale di queste letture abbia ragione, né sostiene una tesi. Mette in fila le quattro osservazioni e chiede: cosa significa che discipline così distanti abbiano isolato lo stesso problema, indipendentemente l’una dall’altra?

11 mins read

Da Dio al Mercato: 13. Il prezzo del leone

Nel 301 dopo Cristo, Diocleziano fissò per decreto il prezzo massimo di oltre un migliaio di merci e servizi — dal grano alla seta, dal lavoro di un muratore al leone maschio per gli spettacoli. Pene severissime per chi violava i limiti. Il risultato fu l’opposto di quello cercato: le merci sparirono dai mercati pubblici e continuarono a circolare sottotraccia a prezzi che nessun decreto poteva raggiungere. L’Editto cadde in disuso nel silenzio. La lezione che ne resta non è che i prezzi siano sempre liberi per definizione — ma che fissarli senza intervenire sulla causa che li fa salire non risolve il problema: lo nasconde.

10 mins read

Come intrappolare la scienza

Per definizione il Peer-review è il “processo mediante il quale articoli originali e richieste di finanziamento, redatti da ricercatori, vengono valutati da altri esperti dello stesso settore in termini di qualità e correttezza tecnica e scientifica”. In questo articolo scopriamo come Robert Maxwell, il padre della tristemente nota Ghislaine, abbia creato un business milionario utilizzando le pubblicazioni scientifiche e con quali conseguenze.

4 mins read

Alexander Dugin e la scienza occidentale

In una recente riflessione, il filosofo Alexander Dugin ha evidenziato come l’intera modernità e la scienza sperimentale traggano le proprie origini dal nominalismo tardo-medievale, risalente a Duns Scoto e Guglielmo di Ockham, sostenendo tuttavia la tesi di una fondamentale incompatibilità tra questo approccio e il pensiero tradizionale (Dugin, 2026). Qui si intende analizzare tale asserzione da un punto di vista storico-scientifico. Attraverso l’esame del metodo empirico e delle scienze cognitive contemporanee, si intende mostrare come il nominalismo non rappresenti unicamente un passaggio di rottura speculativa, bensì una feconda infrastruttura metodologica che ha reso possibile la categorizzazione moderna della natura e la comprensione dei processi neurocognitivi umani.

7 mins read

La filosofia politica del Bitcoin

Il Bitcoin non è semplicemente un’innovazione finanziaria o un pezzo di brillante ingegneria informatica; è una radicale rottura epistemologica e politica con la tradizione hobbesiana e schmittiana. La filosofia politica e giurisprudenziale occidentale è rimasta intrappolata all’interno di un assioma inflessibile: “L’autorità, non la verità, fa la legge”.
In questo paradigma, la legittimità della norma e del potere giace interamente nella capacità del sovrano di imporre la propria volontà. La verità oggettiva, la giustizia o il consenso individuale sono secondari; ciò che conta è l’istituzione che detiene il monopolio della forza e la facoltà di far rispettare i patti tramite la coercizione.

5 mins read