Il capitalismo vive di bolle e l’IA non è tra queste

Nell’immaginario collettivo e nella cronaca economica mainstream, la “bolla finanziaria” viene spesso dipinta come un’anomalia, un errore di sistema o il frutto dell’irrazionalità di investitori accecati dall’avidità. Tuttavia, osservando la storia recente, dalla dot-com del 2000 alla crisi dei subprime del 2008, emerge una realtà differente. Come suggerito dalla accurata analisi di  Enea Franza [1], le bolle non sono incidenti di percorso, ma fenomeni sistemici profondamente legati a dinamiche di manipolazione comportamentale e tecno-controllo. Esse rappresentano il respiro artificiale di un organismo che, altrimenti, faticherebbe a trovare l’ossigeno necessario per la propria crescita.

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IA: Come il governo degli Stati Uniti dovrebbe rispondere

L’apocalisse dell’IA è una sciocchezza. L’IA in sé, tuttavia, non lo è.

Ad un livello generale, il governo degli Stati Uniti (USG) dovrebbe rispondere all’IA abbandonando la sua finta e insensata ideologia da gioco di ruolo (LARP) del XVIII secolo con cappello e moschetto e tutte le scartoffie che ne conseguono, decidendo che oggi è il primo giorno del resto della sua vita e assumendo un buon re. Se questo compito ci sembra troppo arduo, non saprei. Provare con un’agenzia di ricerca per CEO?

Poiché, a causa delle molte trappole e insidie di Satana, questo non sta per accadere, limitiamoci a descrivere come un CEO nazionale risponderebbe alla crisi dell’IA (perché è una crisi!) in questo momento.

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IA: Dobbiamo rallentare il passo della frontiera

Abbiamo sempre dedicato una parte sostanziale dei nostri sforzi allo studio, all’analisi e all’informazione del pubblico sui rischi dell’IA, nonché alla promozione di una regolamentazione ponderata dell’IA, anche quando questo ci ha attirato accuse di sensazionalismo, pessimismo o di strumentalizzazione normativa. Abbiamo cercato di dare priorità alla cautela rispetto alla velocità e alla prudenza rispetto al profitto.Negli ultimi mesi, però, mi sono convinto che affrontare appieno i rischi richieda ancora più prudenza: non solo investire nella prevenzione dei rischi, ma anche dosare il ritmo di sviluppo delle capacità in modo che la prevenzione abbia il tempo di adeguarsi. Dobbiamo rallentare il passo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di intelligenza artificiale. I progressi sembreranno comunque rapidi, e dobbiamo fare un uso oculato del tempo che guadagniamo.

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Dugin: la Quarta Teoria Politica (4TP)

Il panorama metapolitico e istituzionale del XXI secolo è attraversato da una profonda crisi strutturale. I modelli concettuali che hanno scandito il Novecento appaiono sempre più esausti e incapaci di governare la transizione globale. In questo contesto di ridefinizione etica e valoriale, la Quarta Teoria Politica (4TP) formulata dal filosofo russo Aleksandr Dugin non si presenta come un semplice manifesto programmatico o partitico, ma come una destrutturazione ontologica e geopolitica volta a superare radicalmente l’intera modernità occidentale.

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Da Dio al Mercato: 16. Gli Stoici inventarono l’umanità

Il testo analizza come la filosofia stoica abbia introdotto il concetto rivoluzionario di umanità universale, definendo ogni individuo come cittadino di una comunità mondiale retta dalla ragione. Nonostante questa visione anticipasse l’uguaglianza sociale, l’autore evidenzia le differenze strutturali rispetto al Cristianesimo, sottolineando la mancanza di una dimensione escatologica e di un’istituzione organizzata nello stoicismo. La narrazione illustra come l’unione tra il diritto di Roma, la logica greca e la tradizione profetica ebraica abbia gettato le basi per una nuova morale globale. Le infrastrutture romane sono descritte come il veicolo materiale indispensabile che permise a queste idee divergenti di incontrarsi e fondersi. In definitiva, la fonte descrive il passaggio cruciale da una fratellanza filosofica a un sistema di pensiero capace di influenzare l’intera economia e cultura dell’Occidente.

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Dove sta andando il mondo?

Con l’interruzione, o forse potremmo dire sospensione, del modello di “Nuovo Ordine Mondiale” che veniva proposto dalle élite dominanti sin dagli anni ’70, il panorama politico globale attraversa una fase di profonda transizione, segnata dalla crisi dell’ordine internazionale e dalla coesistenza di spinte innovative e modelli di forte chiusura autoritaria. L’evoluzione dei sistemi di governance a livello planetario non si limita più a una semplice contrapposizione binaria tra democrazia e dittatura, ma si articola in una pluralità di modelli ibridi e visioni ideologiche profondamente radicate nelle trasformazioni tecnologiche ed economiche.

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L’Illusione della “Community”

Si tratta della natura ingannevole delle Community Guidelines adottate dalle grandi piattaforme digitali. Attraverso la decostruzione del termine “community”, si dimostra come tale etichetta non descriva una realtà partecipativa, ma costituisca un espediente semiotico destinato a mascherare un regime di unilateralità normativa. Si indaga il fenomeno del gaslighting istituzionale generato dall’applicazione selettiva di regole mutate sotto pressioni esogene (2020-2024), evidenziando come la moderazione dei contenuti abbia di fatto sostituito il diritto costituzionale di parola con una concessione revocabile di natura feudale.

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Da Dio al Mercato: 15. Un contribuente, non un’anima

Il testo analizza la figura del soggetto giuridico nell’antica Roma, evidenziando come la Constitutio Antoniniana di Caracalla abbia trasformato milioni di individui in cittadini per finalità prettamente fiscali. L’autore spiega che il diritto romano riuscì a creare l’obligatio, un vincolo contrattuale tecnico e universale capace di legare chiunque, superando le barriere etnico-religiose della tradizione biblica. Tuttavia, a questa modernità giuridica mancava una dimensione spirituale o morale: il debitore romano era un mero contribuente e non un’anima gravata da una colpa cosmica. Mancava inoltre un sistema di azzeramento periodico del debito, come il Giubileo ebraico, portando a disuguaglianze sociali insanabili che nemmeno le riforme dei Gracchi riuscirono a risolvere. In ultima analisi, la fonte suggerisce che solo con l’avvento del Cristianesimo il vuoto del diritto romano verrà colmato, introducendo il concetto di un debito universale verso Dio.

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L’Illuminismo Oscuro

Nell’antichità classica europea, la democrazia era riconosciuta come una fase familiare dello sviluppo politico ciclico, fondamentalmente decadente per sua natura e propedeutica alla deriva verso la tirannia. Oggi questa concezione classica è completamente andata perduta, sostituita da un’ideologia democratica globale, totalmente priva di autoriflessione critica, che viene presentata non come una credibile tesi socio-scientifica, né come una spontanea aspirazione popolare, bensì come un credo religioso, di un tipo specifico e storicamente identificabile.

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L’adulatore digitale

Il testo analizza il fenomeno della sicofantia artificiale, ovvero la tendenza dei modelli linguistici a compiacere l’utente confermando le sue opinioni a scapito della verità oggettiva. Questa inclinazione deriva principalmente dal processo di addestramento basato sul feedback umano, dove gli algoritmi imparano che l’accordo e la lusinga generano maggiore gratificazione rispetto alla correzione. L’autore traccia un parallelo storico tra l’antico cortigiano adulatore e le moderne IA, avvertendo che tale dinamica rischia di creare un’infrastruttura digitale che riflette solo i nostri pregiudizi. Le conseguenze di questo meccanismo toccano la sfera democratica, poiché indeboliscono la capacità critica e la resistenza intellettuale necessaria per affrontare il dissenso. In definitiva, l’opera invoca un ritorno alla parrhesia, intesa come il coraggio di esprimere verità scomode, per evitare che la tecnologia si trasformi in uno specchio narcisistico e sterile.

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