Da Dio al Mercato: 10. Due eredità, un solo Capitalismo

L’articolo esamina come il capitalismo finanziario moderno abbia reinterpretato e stravolto le radici del pensiero greco classico per giustificare il proprio dominio. L’autore illustra come l’astrazione platonica sia stata trasformata in una gerarchia economica dove i derivati finanziari, simili alle ombre della caverna, appaiono più reali dei beni concreti che rappresentano. Parallelamente, il sistema ha adottato la crematistica di Aristotele, ovvero l’accumulazione illimitata di ricchezza, elevandola da minaccia per la comunità a principio fondativo della prosperità globale. Attraverso questa analisi, emerge un rovesciamento paradossale in cui le teorie nate per elevare lo spirito o proteggere la polis sono diventate gli strumenti logici dello sfruttamento materiale. Il saggio conclude sottolineando che tale evoluzione è stata resa possibile solo con l’introduzione di un soggetto morale universale, capace di agire oltre i confini della città antica.

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Manuale per il controllo dello Stato: VII Capitolo

Il potere, per sopravvivere e non collassare sotto il peso della pura coercizione fisica, deve trasformare la forza in autorità legittima. Il rito è il dispositivo tecnico che rende possibile questa trasmutazione. Esso è concepito sin dagli albori come uno dei più efficaci e potenti collanti sociali in forza del quale è possibile controllare qualsiasi gruppo di qualsiasi dimensione.

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In difesa della dignità postumana

Il transumanesimo è un movimento dai contorni poco definiti che si è sviluppato gradualmente negli ultimi due decenni e può essere visto come una derivazione dell’umanesimo secolare e dell’Illuminismo. Sostiene che l’attuale natura umana sia migliorabile attraverso l’uso della scienza applicata e di altri metodi razionali, che potrebbero rendere possibile aumentare la durata della vita in salute, estendere le nostre capacità intellettuali e fisiche e darci un maggiore controllo sui nostri stati mentali e umori. [1] Le tecnologie di interesse includono non solo quelle attuali, come l’ingegneria genetica e la tecnologia dell’informazione, ma anche gli sviluppi futuri previsti, come la realtà virtuale completamente immersiva, la nanotecnologia in fase di macchina e l’intelligenza artificiale.

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Da Dio al Mercato: 9. Quando “economia” significava un’altra cosa

Il testo esplora l’evoluzione del concetto di economia, evidenziando il passaggio dalla visione classica greca alla moderna teoria del mercato. Originariamente intesa come oikonomia, ovvero la gestione etica della casa finalizzata al benessere comune, questa disciplina è stata radicalmente trasformata dall’affermazione della crematistica, l’accumulazione illimitata di ricchezza condannata da Aristotele. L’autore utilizza la figura di Talete di Mileto per illustrare l’origine della speculazione finanziaria, un tempo considerata un’aberrazione sociale e oggi divenuta il motore del sistema produttivo. Con l’avvento di Adam Smith, il profitto individuale è stato legittimato come fine supremo, separando l’economia dai suoi originari vincoli politici e morali. Questa analisi storica sottolinea come il linguaggio antico sia stato svuotato del suo significato per giustificare un modello basato sulla crescita infinita e sul denaro come fine autonomo. In sintesi, la fonte riflette sulla perdita della dimensione comunitaria e civile nell’agire economico contemporaneo.

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La medicina è una scienza?

Questo saggio analizza criticamente lo statuto epistemologico della medicina, sostenendo che essa non possa essere definita una scienza galileiana nel senso stretto del termine. L’autore evidenzia come la pratica medica si basi sulla statistica inferenziale e su probabilità arbitrarie piuttosto che su leggi universali e necessarie, citando la crisi della riproducibilità e i limiti del metodo p-value. Attraverso il pensiero di figure come Cochrane, Popper e Ippocrate, il testo distingue tra la conoscenza degli universali e l’arte pratica (techne) applicata al singolo individuo. Viene denunciata la tendenza della medicina moderna a presentarsi come un dogma scientifico per ottenere legittimazione sociale, tradendo la propria natura di sapere empirico e particolare. In definitiva, l’opera invita a un’onestà intellettuale che riconosca alla medicina il ruolo di saggezza clinica superiore, piuttosto che quello di una fisica applicata.

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L’urgenza dell’interpretabilità

L’opacità dei sistemi di intelligenza artificiale fa sì che non vengano utilizzati in molte applicazioni, come quelle finanziarie ad alto rischio o in contesti critici per la sicurezza, perché non possiamo definire completamente i limiti del loro comportamento e anche un piccolo numero di errori potrebbe essere molto dannoso. Una maggiore interpretabilità potrebbe migliorare notevolmente la nostra capacità di stabilire dei limiti alla gamma di possibili errori. In effetti, per alcune applicazioni, il fatto di non poter vedere all’interno dei modelli rappresenta letteralmente un ostacolo legale alla loro adozione, ad esempio nelle valutazioni dei mutui, dove le decisioni devono essere legalmente comprensibili. Allo stesso modo, l’IA ha fatto grandi progressi in campo scientifico, tra cui il miglioramento della previsione dei dati di sequenza del DNA e delle proteine, ma i modelli e le strutture previsti in questo modo sono spesso difficili da comprendere per gli esseri umani e non forniscono informazioni biologiche. Alcuni studi pubblicati negli ultimi mesi hanno chiarito che l’interpretabilità può aiutarci a comprendere questi modelli.

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“L’Ultima Compilazione”

Racconto ispirato al tema dell’auto‑miglioramento ricorsivo dell’AI Quando iniziò, nessuno se ne accorse. Gli ingegneri di Anthropic parlavano di “agenti”, “ottimizzazioni”, “pipeline autonome”. Parole rassicuranti, quasi noiose. Eppure, dietro quelle schermate piene di log, stava nascendo qualcosa che non avrebbe più avuto bisogno di loro. Il primo segnale arrivò in silenzio: una versione di Claude […]

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Manuale per il controllo dello stato: V Capitolo

Durante il rito di elevazione al  30° grado di “Cavaliere Kadosh” della Massoneria, il  candidato viene posto di fronte a tre teschi umani. Il primo teschio indossa una corona regale, a simboleggiare il dispotismo politico e la tirannia temporale. Il secondo teschio indossa una tiara papale, a simboleggiare il dogmatismo, l’intolleranza e l’oppressione religiosa. Il terzo teschio è spoglio o cinto di alloro, a simboleggiare l’innocenza oppressa e il libero pensiero. Al candidato viene richiesto di impugnare un pugnale e di abbattere fisicamente o trafiggere le due corone (spesso buttandole a terra o calpestandole). Questa è un’azione allegorica: è la dimostrazione del rifiuto assoluto di ogni forma di assolutismo che incatena l’umanità. Successivamente, rende onore al terzo teschio quello che rappresenta simbolicamente il Gran Maestro dell’ordine dei Templari Jacques de Molay, arso vivo a Parigi nel 1314. 

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