Da Dio al Mercato: 10. Due eredità, un solo Capitalismo
L’articolo esamina come il capitalismo finanziario moderno abbia reinterpretato e stravolto le radici del pensiero greco classico per giustificare il proprio dominio. L’autore illustra come l’astrazione platonica sia stata trasformata in una gerarchia economica dove i derivati finanziari, simili alle ombre della caverna, appaiono più reali dei beni concreti che rappresentano. Parallelamente, il sistema ha adottato la crematistica di Aristotele, ovvero l’accumulazione illimitata di ricchezza, elevandola da minaccia per la comunità a principio fondativo della prosperità globale. Attraverso questa analisi, emerge un rovesciamento paradossale in cui le teorie nate per elevare lo spirito o proteggere la polis sono diventate gli strumenti logici dello sfruttamento materiale. Il saggio conclude sottolineando che tale evoluzione è stata resa possibile solo con l’introduzione di un soggetto morale universale, capace di agire oltre i confini della città antica.











