Tether: una interpretazione della Psicostoria

Questa è una storia che non si limita a predire il futuro, riconosce il presente. In questo preciso momento 700 milioni di persone vivono con energia elettrica intermittente: sono già nell’oscurità. Famiglie che hanno sfamato intere comunità per generazioni vengono scartate da un giorno all’altro perché il sistema ha stabilito che non sono più economicamente sostenibili. E in una delle democrazie più antiche della Terra, le persone vengono arrestate non per violenza, ma per delle parole, per un meme.

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L’IA ha hackerato il sistema operativo della civiltà umana

Lo storico e scrittore Yuval Noah Harari esplora l’impatto trasformativo dell’intelligenza artificiale, sostenendo che non debba essere vista semplicemente come uno strumento, bensì come un agente capace di apprendere, creare e prendere decisioni. Harari spiega come l’IA sia pronta ad “hackerare” il codice della civiltà umana padroneggiando il linguaggio, la burocrazia e i sistemi di generazione della fiducia che storicamente sono stati di esclusivo dominio umano. Infine, invita gli ascoltatori a riflettere sulle profonde implicazioni di un futuro in cui l’IA influenzerà ogni cosa, dall’intimità personale alla governance globale, esortando l’umanità a esplorare la coscienza al di là del linguaggio per preservare la propria capacità di agire.

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Quattro modelli di Futuro

Di una cosa possiamo essere certi: il capitalismo finirà. Forse non presto, ma probabilmente non tra molto tempo; l’umanità non è mai riuscita prima d’ora a plasmare un sistema sociale eterno, dopotutto, e il capitalismo è un ordine notevolmente più precario e volatile della maggior parte di quelli che lo hanno preceduto. La questione, dunque, è cosa verrà dopo. Rosa Luxemburg, reagendo agli inizi della Prima Guerra Mondiale, citò una frase di Engels: «La società borghese si trova a un bivio: o passaggio al socialismo o regressione nella barbarie». Con questo spirito propongo un esperimento mentale, un tentativo di dare un senso ai nostri possibili futuri. Questi sono alcuni dei socialismi che potremmo raggiungere se una Sinistra rinascente avrà successo, e le barbarie a cui potremmo essere consegnati se falliamo.

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La nostra volontà è libera

Fa parte della nostra autocomprensione il fatto di percepirci come liberi nelle nostre azioni e nei nostri desideri. Ci percepiamo come artefici delle nostre azioni; abbiamo l’impressione di muoverci verso un futuro aperto; ci vediamo come esseri che, in virtù di questa libertà, sono responsabili delle proprie azioni. Sarebbe per noi inquietante scoprire che questa esperienza di libertà non è altro che una persistente illusione.

Ora, alcune persone sembrano pensare che la ricerca sul cervello abbia dimostrato proprio questo. Ci insegnano che esistono precondizioni neuronali per ogni desiderio e azione. Se certi schemi di attività non si verificassero in specifiche aree del cervello, non saremmo in grado di desiderare o fare nulla. E sembra anche che tali scoperte consentano una sola conclusione: che i nostri desideri e le nostre azioni non nascano affatto dalla libertà, ma siano piuttosto il risultato di un meccanismo neurobiologico a orologeria che ticchetta in modo inalterabile alle nostre spalle. Certo, ci sentiamo liberi. Ma questa sensazione è ingannevole: non lo siamo.

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IA: da oggi si chiama Super intelligenza

Al termine di un pranzo di lavoro con i vertici dell’industria tecnologica, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone a ogni agenzia federale di non scrivere più “intelligenza artificiale” ma “super intelligenza”.

La ragione offerta è quasi filosofica: l’aggettivo “artificiale” farebbe sembrare finto ciò che finto non è. Chi ha letto Aristotele sa che dare il nome alle cose non è mai un gesto innocente, e chi ha letto Orwell sa che cambiarlo per decreto lo è ancora meno.

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IA: Come il governo degli Stati Uniti dovrebbe rispondere

L’apocalisse dell’IA è una sciocchezza. L’IA in sé, tuttavia, non lo è.

Ad un livello generale, il governo degli Stati Uniti (USG) dovrebbe rispondere all’IA abbandonando la sua finta e insensata ideologia da gioco di ruolo (LARP) del XVIII secolo con cappello e moschetto e tutte le scartoffie che ne conseguono, decidendo che oggi è il primo giorno del resto della sua vita e assumendo un buon re. Se questo compito ci sembra troppo arduo, non saprei. Provare con un’agenzia di ricerca per CEO?

Poiché, a causa delle molte trappole e insidie di Satana, questo non sta per accadere, limitiamoci a descrivere come un CEO nazionale risponderebbe alla crisi dell’IA (perché è una crisi!) in questo momento.

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IA: Dobbiamo rallentare il passo della frontiera

Abbiamo sempre dedicato una parte sostanziale dei nostri sforzi allo studio, all’analisi e all’informazione del pubblico sui rischi dell’IA, nonché alla promozione di una regolamentazione ponderata dell’IA, anche quando questo ci ha attirato accuse di sensazionalismo, pessimismo o di strumentalizzazione normativa. Abbiamo cercato di dare priorità alla cautela rispetto alla velocità e alla prudenza rispetto al profitto.Negli ultimi mesi, però, mi sono convinto che affrontare appieno i rischi richieda ancora più prudenza: non solo investire nella prevenzione dei rischi, ma anche dosare il ritmo di sviluppo delle capacità in modo che la prevenzione abbia il tempo di adeguarsi. Dobbiamo rallentare il passo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di intelligenza artificiale. I progressi sembreranno comunque rapidi, e dobbiamo fare un uso oculato del tempo che guadagniamo.

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Dugin: la Quarta Teoria Politica (4TP)

Il panorama metapolitico e istituzionale del XXI secolo è attraversato da una profonda crisi strutturale. I modelli concettuali che hanno scandito il Novecento appaiono sempre più esausti e incapaci di governare la transizione globale. In questo contesto di ridefinizione etica e valoriale, la Quarta Teoria Politica (4TP) formulata dal filosofo russo Aleksandr Dugin non si presenta come un semplice manifesto programmatico o partitico, ma come una destrutturazione ontologica e geopolitica volta a superare radicalmente l’intera modernità occidentale.

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Da Dio al Mercato: 16. Gli Stoici inventarono l’umanità

Il testo analizza come la filosofia stoica abbia introdotto il concetto rivoluzionario di umanità universale, definendo ogni individuo come cittadino di una comunità mondiale retta dalla ragione. Nonostante questa visione anticipasse l’uguaglianza sociale, l’autore evidenzia le differenze strutturali rispetto al Cristianesimo, sottolineando la mancanza di una dimensione escatologica e di un’istituzione organizzata nello stoicismo. La narrazione illustra come l’unione tra il diritto di Roma, la logica greca e la tradizione profetica ebraica abbia gettato le basi per una nuova morale globale. Le infrastrutture romane sono descritte come il veicolo materiale indispensabile che permise a queste idee divergenti di incontrarsi e fondersi. In definitiva, la fonte descrive il passaggio cruciale da una fratellanza filosofica a un sistema di pensiero capace di influenzare l’intera economia e cultura dell’Occidente.

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Dove sta andando il mondo?

Con l’interruzione, o forse potremmo dire sospensione, del modello di “Nuovo Ordine Mondiale” che veniva proposto dalle élite dominanti sin dagli anni ’70, il panorama politico globale attraversa una fase di profonda transizione, segnata dalla crisi dell’ordine internazionale e dalla coesistenza di spinte innovative e modelli di forte chiusura autoritaria. L’evoluzione dei sistemi di governance a livello planetario non si limita più a una semplice contrapposizione binaria tra democrazia e dittatura, ma si articola in una pluralità di modelli ibridi e visioni ideologiche profondamente radicate nelle trasformazioni tecnologiche ed economiche.

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