Il capolinea del “Lavoro inutile”

Sotto il peso di un’iper-regolamentazione costante, il terziario contemporaneo si è trasformato in quello che potremmo definire un’immensa “buca keynesiana”. Come teorizzava John Maynard Keynes nella Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta (1936), in tempi di crisi un governo potrebbe teoricamente pagare le persone per scavare buche di giorno e riempirle di notte, pur di mantenere l’occupazione e stimolare i consumi. L’economia moderna ha sublimato questo paradosso: non scaviamo più buche fisiche, ma compiliamo infiniti moduli di compliance, generiamo rendiconti finanziari ridondanti, partecipiamo a riunioni di allineamento su altre riunioni e gestiamo cavilli HR che non aggiungono un grammo di valore reale alla società.

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Cessione della sovranità monetaria e controlimiti

Il presente lavoro esamina la legittimità costituzionale della cessione della sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea alla luce dell’art. 11 della Costituzione italiana. La tesi centrale è che la Corte Costituzionale non abbia mai sottoposto tale cessione a una verifica effettiva dei controlimiti, dando per scontata la copertura dell’art. 11 senza accertare se la moneta unica persegua le finalità di «pace e giustizia fra le Nazioni» che la norma pone come condizione.

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Da “rozze menti volgari” ad analfabeti funzionali

Nella retorica delle decadenti democrazie costituzionali, il popolo viene proclamato titolare esclusivo della sovranità. Tuttavia, la storia del pensiero giuridico e delle istituzioni penali rivela una frattura strutturale tra la finzione del “popolo sovrano” e la realtà del “popolo suddito”, costantemente rappresentato e trattato dalle élite al potere come una massa irrazionale, un gregge da disciplinare o una mandria da governare.

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