Cessione della sovranità monetaria e controlimiti

Il presente lavoro esamina la legittimità costituzionale della cessione della sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea alla luce dell’art. 11 della Costituzione italiana. La tesi centrale è che la Corte Costituzionale non abbia mai sottoposto tale cessione a una verifica effettiva dei controlimiti, dando per scontata la copertura dell’art. 11 senza accertare se la moneta unica persegua le finalità di «pace e giustizia fra le Nazioni» che la norma pone come condizione.

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Dove sta andando il mondo?

Con l’interruzione, o forse potremmo dire sospensione, del modello di “Nuovo Ordine Mondiale” che veniva proposto dalle élite dominanti sin dagli anni ’70, il panorama politico globale attraversa una fase di profonda transizione, segnata dalla crisi dell’ordine internazionale e dalla coesistenza di spinte innovative e modelli di forte chiusura autoritaria. L’evoluzione dei sistemi di governance a livello planetario non si limita più a una semplice contrapposizione binaria tra democrazia e dittatura, ma si articola in una pluralità di modelli ibridi e visioni ideologiche profondamente radicate nelle trasformazioni tecnologiche ed economiche.

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Da NoVax a NoTax il passo è breve

La nascita e la ricomposizione delle nuove forze del dissenso offrono un’opportunità irripetibile: evolvere dalla sola protesta sui diritti individuali e sanitari verso una vera e propria proposta di governo economico-monetaria. Per passare dalla contestazione alla costruzione di un Paese prospero, occorre affrontare il cuore della finanza pubblica.Ogni volta che si discute di una drastica riduzione della pressione fiscale, la reazione del dibattito pubblico è sempre la stessa: “E poi come si pagano ospedali, scuole e polizia?”. La domanda nasce da un equivoco reale sulla natura della moneta a corso legale. In uno Stato contemporaneo dotato di piena sovranità monetaria, la tassazione non serve a “raccogliere i soldi” che lo Stato spende: serve a ritirare moneta dalla circolazione per controllare l’inflazione e creare domanda per la valuta nazionale.

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Anatomia dell’Euro Digitale

L’evoluzione dei sistemi di pagamento nell’Eurozona si trova davanti a un bivio strutturale. Il dibattito pubblico tende a confondere la digitalizzazione dei processi di regolamento con l’emissione di una nuova forma di moneta. Tuttavia, dal punto di vista della scienza bancaria e della teoria economica, la distinzione tra la moneta elettronica emessa dalle banche commerciali, attualmente in uso, e il nascente Euro Digitale (la Central Bank Digital Currency, o CBDC, dell’Eurosistema) non è una sfumatura tecnologica, ma una differenza radicale di natura giuridica, di bilancio e di rischio controparte.

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La sacralizzazione del debito

In un recente saggio pubblicato da Marco Saba, si esplora la traiettoria storico-linguistica dell’infrastruttura contabile del debito, postulando l’esistenza di un isomorfismo strutturale tra le cosmologie mistico-teologiche e i sistemi di accentramento finanziario. Le tesi esposte, sono ben attestate accademicamente e possono fare ulteriore chiarezza sui reali metodi di manipolazione delle masse ed il controllo Statale.

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Perchè i banchieri non vogliono l’Euro Digitale

L’attuale sistema economico poggia su una colossale illusione ottica: la sovrapposizione tra la moneta a corso legale e la moneta bancaria privata. Quest’ultima, creata dal nulla attraverso la scrittura contabile dei prestiti, ha assunto un potere tale da imporsi arbitrariamente come unico strumento di sopravvivenza sociale. Tuttavia, un sistema basato su “promesse di pagamento” di istituti privati non dovrebbe mai avere lo status di moneta a corso legale, specialmente quando queste istituzioni usano tale potere per operare una censura politica e sociale senza precedenti.

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Ladri di futuro

Di Furio Ruggiero. L’evoluzione macroeconomica italiana sta divorando i salari, espandendo la povertà e negando una prospettiva alle nuove generazioni. Incarna una transizione sistemica verso dinamiche di accumulazione basate sull’estrazione della rendita. Secondo i modelli teorici contemporanei, un sistema in cui il capitale si concentra in asset ad offerta inelastica (come gli immobili) finisce inevitabilmente […]

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Dalla moneta d’occupazione al debito pubblico

L’articolo ricostruisce come le AM-Lire, la moneta d’occupazione stampata dagli Alleati tra il 1943 e il 1945, siano state successivamente trasformate in debito pubblico italiano attraverso la Legge del 1952. Gli autori evidenziano un trucco contabile che permise agli Stati Uniti di registrare questa moneta come “entrata di cassa”, finanziando le proprie spese militari a costo zero e scaricando il peso economico sull’Italia attraverso l’inflazione. Il saggio analizza criticamente anche la figura di Luigi Einaudi: pur avendo salvato la lira nel 1947, accettò la conversione in debito senza rivendicare rimborsi esteri, piegandosi alle dinamiche della sovranità limitata del dopoguerra. Il testo si conclude proponendo una commissione d’inchiesta per fare trasparenza su questa porzione di “debito odioso” che grava ancora oggi sui contribuenti.

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l’Italia Non Può Vincere la Sfida Tecnologica con le Regole Attuali

Di fronte alla convergenza di crisi sistemiche, dal Medio Oriente alla transizione tecnologica, l’architettura europea scricchiola. È possibile per l’Italia ritagliarsi una strategia sovrana senza far crollare il sistema? Viviamo una convergenza storica di crisi che gli analisti geopolitici definiscono “tempesta perfetta”. Ci troviamo nel mezzo della turbolenta transizione verso un nuovo ciclo economico di […]

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