Da Dio al Mercato: 4. Il banchetto e il contratto

L’articolo contrappone l’antica logica omerica del dono (xenia) a quella del contratto capitalistico moderno. Nel mondo antico, doni e ricchezze non erano capitale da accumulare, ma strumenti per tessere alleanze, memorie e legami duraturi. Il mercato odierno, al contrario, si basa su transazioni anonime che si esauriscono con lo scambio, garantendo libertà dagli obblighi personali ma svuotando gli oggetti della loro storia. Pur non idealizzando il passato, l’autore conclude che una società dominata unicamente dai contratti e priva della logica del dono risulta efficientissima ma intrinsecamente fragile, poiché incapace di generare appartenenza.

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Da Dio al Mercato: 3. Achille, kleos e Capitalismo

di Alessandro Freddi (segue: 2. La parola libertà) Un’offerta impossibile C’è un momento nell’Iliade che dovrebbe far fermare qualsiasi economista. È notte. L’esercito greco sta perdendo. Agamennone, disperato di porre fine alla faida con Achille (il più grande guerriero in campo), manda tre ambasciatori con un’offerta di generosità smisurata: sette tripodi d’oro, dieci talenti d’oro, […]

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Michal Kalecki: perché i capitalisti non vogliono la piena occupazione

di Davide Gionco In questo articolo vogliamo riprendere una pubblicazione del 1943 dell’economista polacco Michal Kalecki, il quale si occupò nel suo libro “Political aspects of full employment”  degli aspetti politici della piena occupazione. Si tratta di un tema di assoluta attualità oggi in Italia, con il 12% di disoccupazione, il 30% di disoccupazione giovanile, una […]

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