Il capitalismo vive di bolle e l’IA non è tra queste
Nell’immaginario collettivo e nella cronaca economica mainstream, la “bolla finanziaria” viene spesso dipinta come un’anomalia, un errore di sistema o il frutto dell’irrazionalità di investitori accecati dall’avidità. Tuttavia, osservando la storia recente, dalla dot-com del 2000 alla crisi dei subprime del 2008, emerge una realtà differente. Come suggerito dalla accurata analisi di Enea Franza [1], le bolle non sono incidenti di percorso, ma fenomeni sistemici profondamente legati a dinamiche di manipolazione comportamentale e tecno-controllo. Esse rappresentano il respiro artificiale di un organismo che, altrimenti, faticherebbe a trovare l’ossigeno necessario per la propria crescita.












