Da Dio al Mercato: 19. Paolo assemblò l’anima del Capitalismo
Il testo analizza come il pensiero di Paolo di Tarso abbia unito elementi sparsi del mondo antico, come il soggetto universale romano, la cosmopolis stoica e la concezione ebraica del debito, in un’unica struttura teologica. Questa sintesi si fonda su cinque pilastri chiave: una colpa universale, una redenzione accessibile individualmente tramite la fede, un tempo urgente orientato verso una fine lineare, un universalismo senza confini e una rete di comunità transnazionali. A questi si aggiunge un sesto elemento fondamentale, ovvero lo spostamento all’infinito del reset temporale rispetto alle scadenze periodiche della tradizione ebraica originale. Tale impostazione ricorda la riflessione di Walter Benjamin sul capitalismo come culto perpetuo che genera incessante colpa senza offrire vera redenzione. Pur non creando un sistema economico, Paolo ha dunque fornito una grammatica cosmologica di fondo che secoli dopo avrebbe potuto influenzare lo sviluppo della moderna economia.














