Il capolinea del “Lavoro inutile”

Sotto il peso di un’iper-regolamentazione costante, il terziario contemporaneo si è trasformato in quello che potremmo definire un’immensa “buca keynesiana”. Come teorizzava John Maynard Keynes nella Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta (1936), in tempi di crisi un governo potrebbe teoricamente pagare le persone per scavare buche di giorno e riempirle di notte, pur di mantenere l’occupazione e stimolare i consumi. L’economia moderna ha sublimato questo paradosso: non scaviamo più buche fisiche, ma compiliamo infiniti moduli di compliance, generiamo rendiconti finanziari ridondanti, partecipiamo a riunioni di allineamento su altre riunioni e gestiamo cavilli HR che non aggiungono un grammo di valore reale alla società.

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IA: da oggi si chiama Super intelligenza

Al termine di un pranzo di lavoro con i vertici dell’industria tecnologica, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone a ogni agenzia federale di non scrivere più “intelligenza artificiale” ma “super intelligenza”.

La ragione offerta è quasi filosofica: l’aggettivo “artificiale” farebbe sembrare finto ciò che finto non è. Chi ha letto Aristotele sa che dare il nome alle cose non è mai un gesto innocente, e chi ha letto Orwell sa che cambiarlo per decreto lo è ancora meno.

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Cessione della sovranità monetaria e controlimiti

Il presente lavoro esamina la legittimità costituzionale della cessione della sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea alla luce dell’art. 11 della Costituzione italiana. La tesi centrale è che la Corte Costituzionale non abbia mai sottoposto tale cessione a una verifica effettiva dei controlimiti, dando per scontata la copertura dell’art. 11 senza accertare se la moneta unica persegua le finalità di «pace e giustizia fra le Nazioni» che la norma pone come condizione.

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Il capitalismo vive di bolle e l’IA non è tra queste

Nell’immaginario collettivo e nella cronaca economica mainstream, la “bolla finanziaria” viene spesso dipinta come un’anomalia, un errore di sistema o il frutto dell’irrazionalità di investitori accecati dall’avidità. Tuttavia, osservando la storia recente, dalla dot-com del 2000 alla crisi dei subprime del 2008, emerge una realtà differente. Come suggerito dalla accurata analisi di  Enea Franza [1], le bolle non sono incidenti di percorso, ma fenomeni sistemici profondamente legati a dinamiche di manipolazione comportamentale e tecno-controllo. Esse rappresentano il respiro artificiale di un organismo che, altrimenti, faticherebbe a trovare l’ossigeno necessario per la propria crescita.

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Colonia Italia: 7. L’USIS e il caso Mike Bongiorno

Nel febbraio 1945, in un porto francese, un ex prigioniero di guerra italiano risale su una nave diretta a New York, liberato grazie a uno scambio di prigionieri mediato dal Dipartimento di Stato e dalla Croce Rossa. Si chiama Mike Bongiorno. Pochi giorni dopo l’arrivo, un funzionario governativo bussa alla sua porta e gli chiede se è disposto a raccontare la propria storia al pubblico italiano della Voice of America. Accetta con entusiasmo. Da lì nascerà una carriera che lo porterà, otto anni dopo, a condurre il primo programma della televisione italiana: reclutato non per caso, ma attraverso un contatto fatto proprio dentro la rete radiofonica americana. La storia di Bongiorno non è un aneddoto laterale: è la prova vivente che l’USIS non lavorò solo attraverso contenuti, ma attraverso persone che si muovevano tra le due reti.

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Dove sta andando il mondo?

Con l’interruzione, o forse potremmo dire sospensione, del modello di “Nuovo Ordine Mondiale” che veniva proposto dalle élite dominanti sin dagli anni ’70, il panorama politico globale attraversa una fase di profonda transizione, segnata dalla crisi dell’ordine internazionale e dalla coesistenza di spinte innovative e modelli di forte chiusura autoritaria. L’evoluzione dei sistemi di governance a livello planetario non si limita più a una semplice contrapposizione binaria tra democrazia e dittatura, ma si articola in una pluralità di modelli ibridi e visioni ideologiche profondamente radicate nelle trasformazioni tecnologiche ed economiche.

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La sacralizzazione del debito

In un recente saggio pubblicato da Marco Saba, si esplora la traiettoria storico-linguistica dell’infrastruttura contabile del debito, postulando l’esistenza di un isomorfismo strutturale tra le cosmologie mistico-teologiche e i sistemi di accentramento finanziario. Le tesi esposte, sono ben attestate accademicamente e possono fare ulteriore chiarezza sui reali metodi di manipolazione delle masse ed il controllo Statale.

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