Colonia Italia: 2. L’industria culturale come macchina del consenso
Il testo analizza il concetto di industria culturale sviluppato dai filosofi Adorno e Horkheimer, descrivendolo come un sistema di produzione calato dall’alto per generare consenso sociale e passività nel pubblico. Attraverso la standardizzazione dei prodotti multimediali, il mercato dell’intrattenimento trasforma il cittadino in un semplice oggetto di consumo, offrendo una finta libertà di scelta che inibisce il pensiero critico. L’autore esamina inoltre la prospettiva di Umberto Eco, il quale suggerisce di superare la contrapposizione tra apocalittici e integrati per studiare concretamente le strutture di tali prodotti. Un focus specifico viene dedicato all’Italia, evidenziando come il Paese non abbia creato un proprio modello originale, ma abbia storicamente importato e adottato gli standard anglosassoni. In questa cornice, la dipendenza dalle piattaforme digitali moderne rappresenta l’evoluzione di una colonizzazione culturale che modella i desideri della popolazione secondo logiche esterne. Il saggio conclude che comprendere questi meccanismi è fondamentale per riconoscere come l’intrattenimento agisca come una forma di pedagogia silenziosa volta a mantenere l’ordine sociale esistente.














