IA: da oggi si chiama Super intelligenza

Al termine di un pranzo di lavoro con i vertici dell’industria tecnologica, Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che impone a ogni agenzia federale di non scrivere più “intelligenza artificiale” ma “super intelligenza”.

La ragione offerta è quasi filosofica: l’aggettivo “artificiale” farebbe sembrare finto ciò che finto non è. Chi ha letto Aristotele sa che dare il nome alle cose non è mai un gesto innocente, e chi ha letto Orwell sa che cambiarlo per decreto lo è ancora meno.

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Cessione della sovranità monetaria e controlimiti

Il presente lavoro esamina la legittimità costituzionale della cessione della sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea alla luce dell’art. 11 della Costituzione italiana. La tesi centrale è che la Corte Costituzionale non abbia mai sottoposto tale cessione a una verifica effettiva dei controlimiti, dando per scontata la copertura dell’art. 11 senza accertare se la moneta unica persegua le finalità di «pace e giustizia fra le Nazioni» che la norma pone come condizione.

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Da Dio al Mercato: 18. Non c’è più giudeo né greco

Il testo analizza la transizione teologica tra la figura di Gesù come profeta ebreo e l’opera di Paolo di Tarso nella formazione del cristianesimo primitivo. Gli studiosi citati sottolineano come Gesù abbia operato interamente entro i confini del giudaismo del Secondo Tempio, rivolgendosi esclusivamente al popolo d’Israele. Al contrario, Paolo ha trasformato questo messaggio in una missione universale, sostenendo che la salvezza attraverso Cristo rendesse le distinzioni etniche non determinanti per l’appartenenza religiosa. Questa evoluzione non ha eliminato le identità sociali e culturali, ma ha creato una comunità transnazionale accessibile tramite un atto di fede volontario. In definitiva, le fonti descrivono come il cristianesimo sia emerso non come una rottura immediata, ma attraverso una nuova logica di inclusione che ha permesso alle genti di entrare nelle promesse bibliche.

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Colonia Italia: 8. Il Congresso per la Libertà della Cultura

Il testo analizza il Congresso per la Libertà della Cultura, un’iniziativa intellettuale nata nel 1950 come sofisticato strumento di diplomazia culturale durante la Guerra Fredda. Nonostante si presentasse come una rete indipendente di intellettuali, l’organizzazione riceveva finanziamenti occulti dalla CIA e dal governo britannico attraverso fondazioni di facciata. In Italia, l’esperienza fu segnata inizialmente da sospetti e fallimenti, per poi culminare nella nascita della prestigiosa rivista Tempo Presente e nella conferenza di Milano del 1955. Il caso di Adriano Olivetti, che utilizzò questa tribuna per muovere critiche autentiche alla società italiana, evidenzia la complessa zona grigia tra manipolazione geopolitica e reale libertà espressiva. In ultima analisi, la fonte riflette su come il modello della filantropia mascherata influenzi ancora oggi la produzione culturale e l’indipendenza editoriale dei think tank moderni.

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Il capitalismo vive di bolle e l’IA non è tra queste

Nell’immaginario collettivo e nella cronaca economica mainstream, la “bolla finanziaria” viene spesso dipinta come un’anomalia, un errore di sistema o il frutto dell’irrazionalità di investitori accecati dall’avidità. Tuttavia, osservando la storia recente, dalla dot-com del 2000 alla crisi dei subprime del 2008, emerge una realtà differente. Come suggerito dalla accurata analisi di  Enea Franza [1], le bolle non sono incidenti di percorso, ma fenomeni sistemici profondamente legati a dinamiche di manipolazione comportamentale e tecno-controllo. Esse rappresentano il respiro artificiale di un organismo che, altrimenti, faticherebbe a trovare l’ossigeno necessario per la propria crescita.

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IA: Come il governo degli Stati Uniti dovrebbe rispondere

L’apocalisse dell’IA è una sciocchezza. L’IA in sé, tuttavia, non lo è.

Ad un livello generale, il governo degli Stati Uniti (USG) dovrebbe rispondere all’IA abbandonando la sua finta e insensata ideologia da gioco di ruolo (LARP) del XVIII secolo con cappello e moschetto e tutte le scartoffie che ne conseguono, decidendo che oggi è il primo giorno del resto della sua vita e assumendo un buon re. Se questo compito ci sembra troppo arduo, non saprei. Provare con un’agenzia di ricerca per CEO?

Poiché, a causa delle molte trappole e insidie di Satana, questo non sta per accadere, limitiamoci a descrivere come un CEO nazionale risponderebbe alla crisi dell’IA (perché è una crisi!) in questo momento.

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IA: Dobbiamo rallentare il passo della frontiera

Abbiamo sempre dedicato una parte sostanziale dei nostri sforzi allo studio, all’analisi e all’informazione del pubblico sui rischi dell’IA, nonché alla promozione di una regolamentazione ponderata dell’IA, anche quando questo ci ha attirato accuse di sensazionalismo, pessimismo o di strumentalizzazione normativa. Abbiamo cercato di dare priorità alla cautela rispetto alla velocità e alla prudenza rispetto al profitto.Negli ultimi mesi, però, mi sono convinto che affrontare appieno i rischi richieda ancora più prudenza: non solo investire nella prevenzione dei rischi, ma anche dosare il ritmo di sviluppo delle capacità in modo che la prevenzione abbia il tempo di adeguarsi. Dobbiamo rallentare il passo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di intelligenza artificiale. I progressi sembreranno comunque rapidi, e dobbiamo fare un uso oculato del tempo che guadagniamo.

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Da Dio al Mercato: 17. Non vinse perché era vero

Il testo analizza l’ascesa del Cristianesimo nel mondo romano, evidenziando come la parola “vangelo” fosse già parte del linguaggio celebrativo imperiale prima di essere adottata da Paolo di Tarso. L’autore esplora le ragioni sociali e storiche del successo cristiano, citando una “età dell’angoscia” segnata da gravi epidemie e crisi esistenziali che resero il mercato religioso estremamente competitivo. A differenza dei culti misterici come il mitraismo, che erano spesso elitari e maschili, il Cristianesimo offriva un universalismo teologico aperto a ogni classe sociale. La forza della nuova fede risiedeva nella capacità di trasformare la dottrina in una rete di assistenza concreta, garantendo supporto materiale e solidarietà ai propri membri. Infine, l’opera inquadra questa evoluzione in una prospettiva più ampia, suggerendo che il Capitalismo moderno agisca come una forma di teologia secolarizzata ereditata da queste antiche strutture.

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