Alexander Dugin e la scienza occidentale

In una recente riflessione, il filosofo Alexander Dugin ha evidenziato come l’intera modernità e la scienza sperimentale traggano le proprie origini dal nominalismo tardo-medievale, risalente a Duns Scoto e Guglielmo di Ockham, sostenendo tuttavia la tesi di una fondamentale incompatibilità tra questo approccio e il pensiero tradizionale (Dugin, 2026). Qui si intende analizzare tale asserzione da un punto di vista storico-scientifico. Attraverso l’esame del metodo empirico e delle scienze cognitive contemporanee, si intende mostrare come il nominalismo non rappresenti unicamente un passaggio di rottura speculativa, bensì una feconda infrastruttura metodologica che ha reso possibile la categorizzazione moderna della natura e la comprensione dei processi neurocognitivi umani.

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La filosofia politica del Bitcoin

Il Bitcoin non è semplicemente un’innovazione finanziaria o un pezzo di brillante ingegneria informatica; è una radicale rottura epistemologica e politica con la tradizione hobbesiana e schmittiana. La filosofia politica e giurisprudenziale occidentale è rimasta intrappolata all’interno di un assioma inflessibile: “L’autorità, non la verità, fa la legge”.
In questo paradigma, la legittimità della norma e del potere giace interamente nella capacità del sovrano di imporre la propria volontà. La verità oggettiva, la giustizia o il consenso individuale sono secondari; ciò che conta è l’istituzione che detiene il monopolio della forza e la facoltà di far rispettare i patti tramite la coercizione.

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Da Dio al Mercato: 12. La strada che portava soldi

Il testo analizza la genesi dell’economia imperiale romana attraverso la tesi di Keith Hopkins, secondo cui il prelievo fiscale fu il vero motore del commercio transcontinentale. L’obbligo per le province di pagare i tributi in moneta costrinse i contadini a vendere le eccedenze, trasformando scambi locali in un circuito commerciale integrato che alimentava i consumi urbani e il mantenimento delle legioni. Le prove archeologiche dei numerosi relitti sottomarini confermano una circolazione di merci, come olio e vino, su volumi che non si sarebbero rivisti fino all’epoca moderna. Tuttavia, questa fioritura economica non era un sistema capitalistico autonomo, bensì un mercato indotto dallo Stato che declinò rapidamente con la crisi delle istituzioni politiche e militari. In definitiva, l’autore suggerisce che la Pax Romana dimostri come i mercati non nascano quasi mai spontaneamente, ma siano spesso il risultato di pressioni fiscali e necessità logistiche centralizzate.

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Manuale per il controllo dello Stato: VII Capitolo

Il potere, per sopravvivere e non collassare sotto il peso della pura coercizione fisica, deve trasformare la forza in autorità legittima. Il rito è il dispositivo tecnico che rende possibile questa trasmutazione. Esso è concepito sin dagli albori come uno dei più efficaci e potenti collanti sociali in forza del quale è possibile controllare qualsiasi gruppo di qualsiasi dimensione.

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