Colonia Italia: 7. L’USIS e il caso Mike Bongiorno

Nel febbraio 1945, in un porto francese, un ex prigioniero di guerra italiano risale su una nave diretta a New York, liberato grazie a uno scambio di prigionieri mediato dal Dipartimento di Stato e dalla Croce Rossa. Si chiama Mike Bongiorno. Pochi giorni dopo l’arrivo, un funzionario governativo bussa alla sua porta e gli chiede se è disposto a raccontare la propria storia al pubblico italiano della Voice of America. Accetta con entusiasmo. Da lì nascerà una carriera che lo porterà, otto anni dopo, a condurre il primo programma della televisione italiana: reclutato non per caso, ma attraverso un contatto fatto proprio dentro la rete radiofonica americana. La storia di Bongiorno non è un aneddoto laterale: è la prova vivente che l’USIS non lavorò solo attraverso contenuti, ma attraverso persone che si muovevano tra le due reti.

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Da “rozze menti volgari” ad analfabeti funzionali

Nella retorica delle decadenti democrazie costituzionali, il popolo viene proclamato titolare esclusivo della sovranità. Tuttavia, la storia del pensiero giuridico e delle istituzioni penali rivela una frattura strutturale tra la finzione del “popolo sovrano” e la realtà del “popolo suddito”, costantemente rappresentato e trattato dalle élite al potere come una massa irrazionale, un gregge da disciplinare o una mandria da governare.

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Dove sta andando il mondo?

Con l’interruzione, o forse potremmo dire sospensione, del modello di “Nuovo Ordine Mondiale” che veniva proposto dalle élite dominanti sin dagli anni ’70, il panorama politico globale attraversa una fase di profonda transizione, segnata dalla crisi dell’ordine internazionale e dalla coesistenza di spinte innovative e modelli di forte chiusura autoritaria. L’evoluzione dei sistemi di governance a livello planetario non si limita più a una semplice contrapposizione binaria tra democrazia e dittatura, ma si articola in una pluralità di modelli ibridi e visioni ideologiche profondamente radicate nelle trasformazioni tecnologiche ed economiche.

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La sacralizzazione del debito

In un recente saggio pubblicato da Marco Saba, si esplora la traiettoria storico-linguistica dell’infrastruttura contabile del debito, postulando l’esistenza di un isomorfismo strutturale tra le cosmologie mistico-teologiche e i sistemi di accentramento finanziario. Le tesi esposte, sono ben attestate accademicamente e possono fare ulteriore chiarezza sui reali metodi di manipolazione delle masse ed il controllo Statale.

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Manuale per il controllo dello Stato: VII Capitolo

Il potere, per sopravvivere e non collassare sotto il peso della pura coercizione fisica, deve trasformare la forza in autorità legittima. Il rito è il dispositivo tecnico che rende possibile questa trasmutazione. Esso è concepito sin dagli albori come uno dei più efficaci e potenti collanti sociali in forza del quale è possibile controllare qualsiasi gruppo di qualsiasi dimensione.

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PNRR, Keynes aveva ragione?

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta il più grande sforzo di investimento pubblico in Italia dal dopoguerra a oggi. Spesso, però, il dibattito si perde in tecnicismi o formule complesse. Qui analizziamo alcuni concetti chiave per poi immergerci nella sintesi delle finalità del piano e del suo stato di attuazione. Da un […]

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Manuale per il controllo dello Stato: III capitolo

Di Furio Ruggiero. In questo capitolo viene mostrato come l’impiego dell’impianto pitagorico possa essere ritrovato nei principali culti esoterici dell’impero romano, fino all’affermarsi del Cristianesimo ortodosso essoterico. Nei primi secoli dell’Impero Romano si compì il collasso sistemico delle vecchie certezze. La religione civica tradizionale, fatta di sacrifici pubblici agli dèi di Roma, si era progressivamente […]

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Manuale per il controllo dello Stato – II capitolo.

Di Furio Ruggiero. Continuiamo il nostro viaggio volto a determinare quali siano i fondamenti e le metodologie utilizzate per il controllo dello Stato da parte delle organizzazioni segrete, spesso indicate con il termine anglosassone “Deep State”. Scopriremo perchè la cultura umanistica, per secoli insegnata alle classi dirigenti europee ed americane, consente il perpetuarsi degli insegnamenti […]

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