La scuola italiana forma persone incapaci di comprendere il proprio tempo

Un diciottenne che oggi conclude il proprio percorso in un liceo italiano, magari conseguendo il massimo dei voti all’esame di Stato, si ritrova a vivere una situazione profondamente paradossale. È in grado di tradurre una versione di Cicerone o di analizzare la complessa struttura metrica di un sonetto di Petrarca o le figure retoriche di Manzoni, ma si scopre del tutto analfabeta di fronte ai meccanismi fondamentali che governano la società attuale in cui vive.
Non solo non sa cosa sia un bollettino postale, come interpretare le voci di una busta paga, come funzioni il bilancio di una famiglia o cosa sia lo SPID, conoscenze fondamentali per la vita di tutti i giorni, ma ignora completamente che cosa sia lo spread dei tassi di interesse dei titoli di stato, come funzioni l’economia nel suo insieme (macroeconomia), non conosce i propri diritti e doveri costituzionali e non possiede le competenze per difendersi dalle sofisticate manipolazioni psicologiche dei social media.
E stiamo parlando degli studenti formati nei licei, che nelle intenzioni della politica dovrebbero diventare la futura élite dell’Italia.
Nelle altre scuole superiori, a taglio tecnico o professionale, le carenze di cultura generale sono ancora maggiori.

16 mins read

PERSONA OGGETTO: UN MINI SAGGIO SUI MALI DELL’ERA MODERNA

Qui la versione dell’articolo per YouTube Da Bibbiano ad una civiltà in declino che non vede le sue contraddizioni (Articolo modificato in quanto, dopo attente riflessioni ed approfondimenti, ho cambiato la mia posizione riguardo a matrimonio fra omosessuali e adozioni; ulteriormente integrato nel marzo 2020 in occasione dell’emergenza sanitaria e nel marzo 2021 per una […]

33 mins read